Butez: “Studio Maignan, Garcia e Neuer. Rinnovo segno di fiducia: qui mi sento davvero a casa”

Il portiere del Como racconta la sua crescita, i modelli di riferimento e la filosofia di gioco dopo il rinnovo fino al 2031

Dopo il rinnovo che lo ha blindato in riva al Lario fino al 2031, nonostante l’interessamento del Napoli, il portiere francese del Como Jean Butez si è concesso a una lunga intervista sulle pagine dei colleghi de La Gazzetta dello Sport. Ecco un estratto delle sue dichiarazioni ai colleghi della “rosea“.

Il portiere arrivato dall’Anversa a gennaio 2025 ha spiegato di osservare con attenzione diversi stili di gioco: “Mi piace studiare approcci differenti. Tra i miei riferimenti ci sono Neuer, Ter Stegen ed Ederson, portieri protagonisti in squadre che costruiscono molto dal basso e partecipano attivamente alla manovra. Seguo anche profili diversi come De Gea, straordinario nelle parate e nei riflessi”.

L’importanza dell’autoanalisi

Butez ha poi sottolineato quanto sia centrale il lavoro su sé stesso: “Dedico tempo a riguardarmi e analizzarmi. Può sembrare un atteggiamento egoistico, ma è fondamentale per crescere e adattarsi alle richieste dell’allenatore”.

Il podio dei migliori portieri secondo Butez

In vista del Mondiale, il numero uno del Como ha indicato anche la sua personale classifica: “Al primo posto metto Maignan, anche per una questione di orgoglio nazionale e per il suo stile di gioco. Poi Joan García, che sta facendo molto bene e ha un profilo moderno. Al terzo posto, sì, inserisco ancora Neuer, che resta un punto di riferimento”.

Il rinnovo fino al 2030 e il legame con il club

Il Como ha blindato il suo portiere, il meno battuto della Serie A, con un rinnovo fino al 2030. “Questo contratto rappresenta rispetto e riconoscimento per il lavoro svolto. È la conferma di ciò che abbiamo costruito insieme a staff e compagni. Sono felice, anche per la mia famiglia e per la stabilità che questo accordo ci garantisce”.

Libertà in campo e ruolo del portiere

Butez ha scherzato anche sulle sue caratteristiche tecniche: “A volte vorrei giocare più avanti, magari a centrocampo, ma mi tolgo questa curiosità in allenamento o nelle partitelle tra amici”.

Il rapporto con Fabregas e la costruzione dal basso

Infine, un passaggio sul tecnico del Como: “Fabregas mi lascia la libertà di esprimermi, pur dandomi indicazioni da diverse prospettive tattiche. Alla fine, però, le decisioni spettano sempre a lui”. Sul gioco dal basso ha aggiunto: “Sono io a scegliere se giocare corto o lungo, in base al lavoro fatto in settimana. Se la pressione avversaria è alta possiamo cercare la giocata lunga, altrimenti costruiamo con il possesso”.

Redazione

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3 mesi fa

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