O lo ami, o lo odi. Del resto con Michele Criscitiello, direttore di Sportitalia e volto conosciuto del calciomercato italiano, le mezze misure non possono esserci, personaggio divisivo, ma sicuramente competente, anche se a volte i modi e le esternazioni che utilizza fanno animatamente discutere.
Ai microfoni dei “colleghi cartacei” de La Provincia il presidente della Folgore Caratese, appena promossa in Serie C, ha analizzato il momento del Como 1907 parlando della crescita del club lariano, della strategia sul mercato e del lavoro svolto dalla società negli ultimi anni.
“Partire subito con la squadra completa è un grande vantaggio”
Uno degli aspetti più apprezzati da Criscitiello riguarda la rapidità con cui il Como sta completando la rosa in vista della nuova stagione.
“Avere quasi tutti i giocatori disponibili già per il ritiro permette a Fàbregas di lavorare immediatamente secondo le sue idee. La forza economica e una programmazione precisa consentono di muoversi prima degli altri. Chi arriva tardi sul mercato spesso deve accontentarsi delle occasioni rimaste o delle opportunità dell’ultimo momento”, ha spiegato.
Una società trasformata in pochi anni
Secondo il direttore di Sportitalia, il valore aggiunto del Como non è rappresentato soltanto dalle risorse economiche, ma soprattutto dalla credibilità costruita dalla proprietà.
“La disponibilità finanziaria è evidente, ma il punto fondamentale è la credibilità. Fino a qualche anno fa il Como sembrava una società senza futuro. Ricordo quando affrontai il club in Serie D con la Folgore Caratese: lo stadio dava l’impressione di essere fermo a un’altra epoca. In poco tempo questa proprietà ha fatto qualcosa di straordinario”, ha raccontato.
“I soldi da soli non bastano: serve lavorare bene sotto ogni aspetto. Il Como è riuscito a creare un marchio riconosciuto anche a livello internazionale senza perdere il rapporto con il territorio e con la propria gente”, ha aggiunto.
“Il Como oggi è un esempio da seguire”
Criscitiello non considera il club lariano una realtà scomoda per il calcio italiano, ma piuttosto un modello positivo.
“Personalmente il Como mi piace e non lo vedo come un problema. È normale che se una squadra conquista spazio nelle zone alte della classifica possa togliere qualcosa alle grandi tradizionali, ma questo dipende anche dalla capacità degli altri club di competere”, ha dichiarato.
Liberali può essere il Nico Paz italiano
Tra i nuovi acquisti del Como, Criscitiello ha commentato con particolare entusiasmo l’arrivo di Mattia Liberali dal Catanzaro.
“Per me Liberali può tranquillamente essere titolare. È stato un segnale importante puntare su un giovane del territorio. Fa piacere vedere un talento cresciuto vicino casa arrivare ai massimi livelli. Il Catanzaro ha avuto grande intuizione nel valorizzarlo, mentre il Milan forse ha perso un’occasione. Secondo me può diventare il Nico Paz italiano”, ha affermato.
Kaiki Bruno e Milla, curiosità per i nuovi acquisti
Il giornalista ha poi analizzato gli altri movimenti di mercato del Como, mantenendo però prudenza sui nuovi arrivati.
“Kaiki Bruno e Milla sono giocatori che mi incuriosiscono, anche se li ho visti poco e quindi preferisco non esprimere giudizi definitivi. In generale considero Charlie Ludi un ottimo direttore sportivo. Voglio citare anche Christian Bruccoleri, responsabile dello scouting: viaggia molto, osserva i giocatori direttamente e svolge un lavoro davvero importante”, ha spiegato.
Nico Paz resta: una conferma importante
La permanenza di Nico Paz non ha sorpreso completamente Criscitiello, che però riconosce il valore della conferma del talento argentino.
“Sì, mi ha stupito, anche se devo essere sincero: se fosse partito non avrei fatto drammi. Questa società ha dimostrato di sapersi adattare a qualsiasi situazione. Sono convinto che anche il prossimo anno Nico Paz farà molto bene”, ha detto.
Champions sì, scudetto difficile
Guardando agli obiettivi futuri, Criscitiello invita a mantenere equilibrio sulle ambizioni del Como.
“Pensare allo scudetto credo sia troppo. La Champions League comporterà energie e impegni diversi, quindi confermarsi tra le prime quattro non sarà semplice. In Europa però il Como può provare a fare una bella figura e vivere una grande esperienza”, ha commentato.
“Fàbregas è un allenatore destinato alla Premier”
Infine, parole importanti per Cesc Fàbregas, inizialmente accolto con qualche dubbio ma poi capace di conquistare tutti.
“Devo ammettere che avevo qualche pregiudizio su di lui, invece ha dimostrato di essere un allenatore straordinario e molto meticoloso. È destinato a tornare in Premier League, ma ha fatto bene a scegliere l’Italia per completare il suo percorso. In questo momento il Como è il posto ideale per lui e dovrebbe continuare lì”, ha concluso Criscitiello.
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Anche i suoi galoppini 🤡