Fabio Capello torna nuovamente a parlare del Como e lo fa ancora una volta con parole importanti. Dopo gli interventi ai microfoni di Sky Sport, l’ex allenatore e oggi opinionista dell’emittente satellitare ha analizzato il momento della squadra di Césc Fàbregas anche sulle colonne de La Provincia, ribadendo la grande impressione lasciata dal progetto lariano.
Nessuna critica al calcio proposto dal tecnico catalano, anzi. Capello ha definito il Como “La squadra più bella d’Italia”, sottolineando la qualità del gioco espresso e la personalità mostrata anche nel debutto assoluto in Champions League contro il Lipsia.
Un esordio europeo da grande squadra
“Mister Capello, allora questo Como?”, gli è stato chiesto. La risposta è stata un’investitura importante: “Una grande soddisfazione per noi italiani. Un esordio ottimo, anche a livello psicologico non era facile”.
L’ex tecnico ha evidenziato la capacità della squadra di creare numerose occasioni, pur sottolineando che, come ammesso dallo stesso Fàbregas, ci siano ancora margini di crescita: “Alcuni giocatori non sono ancora perfettamente inseriti nel gioco, ma è normale che sia così. Resta il fatto che è una squadra sempre bella da vedere”.
Il fascino della Champions e il percorso di Fabregas
Capello ha poi ricordato la propria emozione al debutto in Champions League sulla panchina del Milan contro l’Olimpia Lubiana nel 1992: “La musica all’inizio è quella che ti fa andare in un altro mondo. La Champions è davvero speciale”.
Sul giovane allenatore catalano, invece, solo parole di stima. Anche sul discusso rituale del cerchio a centrocampo dopo le partite, Capello ha chiarito la propria posizione: “Io non l’avrei fatto, ma ognuno si esprime con quello che sente dentro. Una volta non si andava nemmeno sotto la curva a salutare. Tante cose stanno cambiando e le idee di Césc mi sembrano ottime”.
Como da Champions: obiettivo prime quattro
Secondo Capello, il Como può ambire a traguardi importanti anche in campionato: “Sicuramente nelle prime quattro, ma attenzione anche alle prime posizioni. Tutti dovranno stare attenti”. L’ex allenatore ha però invitato alla prudenza per quanto riguarda la Champions League: “Deve ancora abituarsi a giocarla con squadre superiori. Quello sarà il vero test”.
Kean e Nico Paz, due talenti da valorizzare
Capello ha parlato anche dei singoli. Su Moise Kean il messaggio è chiaro: tutto dipenderà dallo spirito con cui affronterà questa nuova esperienza. “Se vuole essere parte della squadra oppure il giocatore che gioca per sé”, ha spiegato, sottolineando che in un gruppo unito come quello del Como non ci sia spazio per prime donne.
Infine un pensiero su Nico Paz, talento argentino considerato uno dei simboli del progetto lariano: “Ho detto che è al 75%. Siamo solo all’inizio, ma lo vorrei vedere più agile, ai livelli dell’anno scorso. Stravedo per lui, averne di questi problemi”. Una promozione piena, quella di Capello, per un Como che continua a raccogliere consensi dentro e fuori dal campo.
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