Le polemiche arbitrali continuano dopo Torino-Como, gara vinta per 1-3 in rimonta dalla formazione di Cesc Fàbregas allo stadio ‘Olimpico Grande Torino‘. A far discutere è il contatto in area granata tra Bragança e Da Cunha, sul quale l’arbitro Giuseppe Collu non ha assegnato il calcio di rigore richiesto dai lariani.
Sull’episodio è intervenuto anche Luca Marelli, ex arbitro e oggi opinionista arbitrale per DAZN, che ha analizzato la dinamica del contrasto, soffermandosi sulla responsabilità del centrocampista granata e sulla decisione presa in campo.
Marelli: decisiva la punibilità del contatto
Secondo l’analisi dell’ex direttore di gara, il punto centrale non è stabilire se il contatto sia stato volontario oppure casuale, ma valutarne la punibilità. Bragança, perdendo il passo, avrebbe infatti calpestato con il piede destro il piede destro di Da Cunha.
Una dinamica che, nella valutazione di Marelli, configura un pestone netto (steep on foot in gergo arbitrale, Ndr) e un episodio da calcio di rigore. La mancata concessione della massima punizione ha quindi alimentato le contestazioni nei confronti della direzione arbitrale.
Il silenzio della sala VAR
A suscitare perplessità è anche l’assenza di un intervento della sala VAR. Marelli ha espresso sorpresa per il mancato richiamo dell’arbitro Collu al monitor, considerando evidente l’errore nella valutazione del contatto. Il caso riaccende così il dibattito sull’utilizzo della tecnologia e sui criteri con cui vengono valutati gli episodi in area di rigore.
Per il Como, protagonista di una vittoria per 1-3 in trasferta, resta il rammarico per una decisione arbitrale che, secondo l’analisi di Marelli, avrebbe dovuto portare alla concessione del penalty.


