Cesc e quegli intervalli da Champions: “Io vi capisco, ma non prendetemi in giro”

I video degli ultimi tre discorsi stagionali: "Questo non esiste nel mondo reale. Se giocate così in un grande club, finite in panchina per otto partite"

Flashback. Torniamo indietro di oltre due mesi. Stadio Bentegodi, Verona-Como. La qualificazione europea è ormai certa, ma per sperare nella Champions bisogna vincere per forza. Solo che il primo tempo dei biancoblu è pessimo: un apatico 0-0. Como Tv ci permette di vedere cos’ha detto Cesc Fabregas negli spogliatoi. Prende una sedia, si accomoda al centro della stanza e parte con tono basso:

“E’ il giorno peggiore, il giorno peggiore da quando sono allenatore. So che doveva succedere prima o poi, purtroppo è successo oggi. Non meritiamo questo tipo di prestazione. Ora prenderò la lavagna, proveremo a fare qualche cambiamento, proverò ad aiutarvi un po’, ma non c’entra niente con la tattica. E’ calcio, amici miei. O lo volete, oppure non lo volete. Il calcio non è parlare o pensare. Il calcio dovete dimostrarlo oggi, perché nessuno vi aspetta, credetemi, nessuno. Quando andrete in un grande club, se giocate così l’allenatore vi lascerà otto partite in panchina e non vi parlerà perché ci saranno giocatori molto più forti di voi. E siete molto fortunati se ora non capite questo, perché avete un allenatore che vi capisce, vi ascolta, crede in voi e se sbagliate vi dice ‘Non ti preoccupare’. Perché questo non esiste nel mondo reale. Però allo stesso tempo non potete prendermi in giro giocando come state facendo oggi. E’ tutta una questione di atteggiamento. La cosa positiva è che ora avete 50 minuti per rimediare. Io vi sostengo, dirò ancora che ho preso decisioni sbagliate, ma oggi vi prendete la responsabilità e vincete o perdete la partita con le vostre forze”.

Poi il catalano annuncia i cambi e spiega i movimenti, le varie scalate da fare e dove cercare spazi. Poi si rivolge a Caqueret, pronto a subentrare: “Tutta la rabbia che hai per favore tirala fuori, perché mi pesa molto che non giochi tutte le partite. Vinci questa partita, fammi vedere quanto sei forte, perché lo sei e io sono ingiusto con te. Quindi vinci questa partita perché te la meriti e a me dispiace per tutto“. Qua e là c’era anche qualche parolaccia, coperta dai bip. Infine una punzecchiata a Douvikas:Un pochino di più, dai, un pochino, un pochino, ok?“. Proprio Tasos risolverà la partita, mettendoci effettivamente “un pochino più” di cattiveria, sbilanciando Edmundsson su una palla lunga e infilandola all’angolino.

Meno memorabile ma comunque interessante il discorso all’intervallo contro il Parma, altra partita difficile da sbloccare. Anche lì Cesc chiese più fame: “Possiamo avere mille scuse. Il campo pesante, loro in blocco basso. Non me ne frega niente! Dobbiamo vincere. Abbiamo un sogno, sì o no?” E lì arrivò il gol di Moreno.

Situazione differente a Cremona, col Como già in vantaggio: “Stiamo andando bene, ma quando vi dico così i primi minuti del secondo tempo sono uno schifo. Tenete il ritmo alto, niente errori stupidi, godetevi questi ultimi 45 minuti“. E la partita finirà 4-1. Tre secondi tempi eccezionali che hanno fatto la differenza nella rincorsa al quarto posto.

Redazione

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1 Commento
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alessandro
1 mese fa

Cesc e’ da podio..Dopo luis enrique perche’ ha piu esperienza,e’ piu grande, forse c’e’ arteta?..non lo so’ ma sul gradino del 3 metto Cesc Fabregas. Chapeau

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