Da Cunha si racconta: «Se oggi mi sento a mio agio in campo è grazie a Fabregas»

Il capitano del Como, protagonista con la Francia di Zinedine Zidane, ripercorre a Téléfoot il percorso che lo ha portato ai vertici del calcio internazionale. «Cesc mi ha preso sotto la sua ala, mi ha dato tantissimi consigli».

I riflettori del calcio francese sono tutti puntati su Lucas Da Cunha. Il capitano del Como è stato schierato titolare nelle ultime due partite dei Bleus dal nuovo commissario tecnico Zinedine Zidane, chiamato a raccogliere l’eredità di Didier Deschamps, suo ex compagno di squadra ai tempi della Juventus e della Nazionale francese, sulla panchina della nazionale transalpina.

Un’opportunità importante per il centrocampista classe 2001, che nell’intervista concessa a Téléfoot ha ripercorso le tappe fondamentali della propria crescita, soffermandosi in particolare sull’esperienza in maglia biancoblù e sul contributo determinante di mister Césc Fàbregas.

La consapevolezza dei propri limiti

Da Cunha ha raccontato con lucidità il momento in cui ha compreso quanto fosse ancora ampio il margine di miglioramento, nonostante le qualità tecniche già evidenti. «Mi sono reso conto che non ero affatto pronto e che tecnicamente sì, avevo un buon controllo di palla. Sapevo fare alcune cose, ma in campo c’era ancora tantissimo da imparare», ha spiegato il centrocampista.

Una presa di coscienza rivelatasi fondamentale per il suo percorso: «L’ho capito e questo mi ha aiutato a crescere e a sviluppare anche il mio gioco».

Fàbregas, l’uomo decisivo nella sua evoluzione

Nel racconto del capitano lariano emerge soprattutto il ruolo di Césc Fàbregas, figura centrale nella sua trasformazione da centrocampista di prospettiva a elemento di riferimento del Como. «Per me, Cesc Fabregas è stato estremamente importante. Quando sono arrivato, era un giocatore. Poi mi ha preso subito sotto la sua ala», ha ricordato Da Cunha.

Il rapporto si è ulteriormente consolidato quando il catalano ha intrapreso la carriera da allenatore e ha deciso di affidargli un ruolo più centrale in mezzo al campo. Una scelta che ha cambiato il percorso del francese, accompagnata da un confronto costante e da indicazioni preziose.

«Successivamente è diventato allenatore. A un certo punto, aveva bisogno di un centrocampista. Mi ha schierato da centrocampista perché se lo sentiva e da quel momento in poi mi parlava tantissimo, mi dava tantissimi consigli. Oggi, se mi sento così a mio agio in campo, è grazie a lui».

Il privilegio di essere allenato da Zidane e Fàbregas

L’approdo in Nazionale ha spalancato a Da Cunha le porte di un contesto tecnico di altissimo livello. Il centrocampista lariano è consapevole del valore dell’occasione che sta vivendo, potendo contare sui suggerimenti di due figure di riferimento del calcio mondiale. «Essere allenato da Zinedine Zidane e Cesc Fabregas… non c’è davvero niente di meglio. È eccezionale. Poter ricevere consigli da entrambi da allenatori di questo calibro è davvero arricchente».

Parole che raccontano la maturità raggiunta dal capitano del Como, oggi protagonista anche con la maglia della Francia, e il peso che il lavoro quotidiano con Césc Fàbregas ha avuto nella sua definitiva consacrazione.

Redazione

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