Cesc Fàbregas si gode il riconoscimento più importante della sua giovane carriera da allenatore. Premiato come tecnico dell’anno al “Galà del calcio AIC” alla Scala di Milano, l’allenatore del Como ha celebrato il percorso compiuto dalla squadra nella scorsa stagione, definendolo un vero capolavoro.
“Quello che abbiamo fatto nella scorsa stagione è stato un capolavoro e credo che la Champions sia stata meritata”, ha dichiarato Fàbregas, sottolineando il valore di un progetto costruito con idee precise e una forte identità.
La filosofia prima dei risultati
Il tecnico catalano non si lascia però trascinare dalle aspettative eccessive. Alla domanda sulla possibilità di lottare per lo Scudetto, Fàbregas ha spiegato che il Como deve restare fedele alla propria strada.
La mentalità della squadra, secondo l’allenatore, è basata sulla crescita continua: “Dobbiamo lavorare, stare zitti, e poi vedremo dove saremo arrivati”. L’obiettivo principale resta quello di migliorare il gruppo e valorizzare i giovani, senza farsi condizionare dai giudizi esterni.
Fiducia ai talenti italiani
Fàbregas ha dedicato spazio anche alla situazione del calcio italiano e alla crescita dei giovani. Secondo il tecnico del Como, i talenti nel nostro Paese non mancano: il passaggio fondamentale è concedere loro fiducia e tempo.
“Bisogna dargli fiducia anche se sbagliano, insistere e lavorare con loro. Solo così possono crescere”, ha spiegato, indicando nella continuità del lavoro la chiave per costruire nuovi protagonisti.
Mercato e futuro del progetto
Parlando delle strategie di mercato, Fàbregas ha espresso soddisfazione per il lavoro svolto dalla società. Il Como ha scelto una linea sostenibile, con alcune operazioni importanti e diversi investimenti mirati su giovani prospetti. Il tecnico ha citato le operazioni legate a Paz e Chalobah, oltre agli arrivi di giocatori come Milla e Liberali, definiti parte di una politica orientata alla crescita e alla valorizzazione del talento.
Dal campo alla panchina, una nuova sfida
Nel momento della premiazione, Fàbregas ha ricordato il suo passaggio dal calcio giocato alla guida tecnica: “Tre anni fa calciavo il mio ultimo pallone contro il Cittadella e non ci avrei mai creduto se mi avessero detto che sarei stato qui oggi”.
Un percorso rapido e sorprendente, vissuto con grande orgoglio: il Como rappresenta per lui una nuova sfida professionale, costruita insieme a tanti giovani e a una squadra che vuole continuare a crescere anche sul palcoscenico europeo.
Seguici su
Aggiungi calciocomo.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.




