Moise Kean rappresenta una scelta diversa rispetto alla filosofia che ha accompagnato il Como negli ultimi anni. Il club lariano ha spesso puntato su calciatori considerati affidabili non soltanto dal punto di vista tecnico, ma anche umano: professionisti capaci di inserirsi in un gruppo solido e di condividere un progetto comune.
Da Bellemo ad Arrigoni, passando per Gabrielloni, Solini e Gattuso, la società, come ricordano oggi i colleghi de La Provincia, ha costruito la propria crescita scegliendo uomini prima ancora che giocatori. Una linea confermata anche in Serie A con elementi come Kempf, Da Cunha, Nico Paz, Douvikas e Diao. L’arrivo di Kean, almeno sulla carta, sembra rappresentare una deviazione rispetto a questa strada.
La scommessa di Cesc Fabregas
Il punto centrale, però, è proprio questo: Césc Fàbregas conosce il valore della sfida. L’allenatore del Como ha dimostrato più volte di avere regole precise e di non fare sconti a nessuno. Lo ha dimostrato anche con giocatori importanti, come nel caso di Nico Paz lasciato inizialmente fuori per un ritardo a una riunione o con chi ha manifestato la volontà di lasciare il gruppo.
Per questo motivo l’arrivo di Kean diventa una delle grandi scommesse della sua gestione. Il tecnico catalano è convinto di poter valorizzare un attaccante che, nonostante una carriera già importante, sembra ancora alla ricerca della definitiva consacrazione.
Talento, gol e disciplina
Kean arriva al Como dopo due stagioni da protagonista alla Fiorentina, dove ha ritrovato continuità realizzativa e fiducia, ma intorno alla sua figura restano alcuni interrogativi. A Firenze, ambiente dal quale si è separato tra polemiche e ringraziamenti, sono emerse critiche legate alla gestione della quotidianità e alla professionalità.
Tra i temi più discussi ci sono alcuni ritardi, una forte passione per il mondo della moda e della musica, oltre a una vita privata complessa da gestire. Aspetti che Fàbregas dovrà incanalare nella direzione giusta, trasformandoli da possibili distrazioni in elementi di equilibrio.
Il salto definitivo
Sul campo, invece, il valore di Kean non è mai stato messo in dubbio. Il centravanti italiano ha già dimostrato di poter essere decisivo, soprattutto nelle esperienze con Paris Saint-Germain e Fiorentina, ma anche alla Juventus, dove è cresciuto a livello giovanile, ha avuto numeri di tutto rispetto, tra l’altro esordendo in Prima Squadra ad appena 16 anni, uno dei più giovani di sempre con la maglia della “Vecchia Signora” del calcio italiano.
La continuità, però, è stata il vero limite della sua carriera. A Como troverà un allenatore che punta molto sulla crescita individuale e un ambiente ambizioso, pronto a misurarsi anche in Champions League. La missione di Fàbregas sarà chiara: trasformare un talento ancora incompleto in un leader offensivo. Kean è già il centravanti della Nazionale italiana. Ora il Como vuole aiutarlo a diventare qualcosa di più: un campione definitivo.
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Fossi in Kean, con Fabregas eviterei di fare bizze 😁