Messi infinito: riscrive ancora la sua leggenda e trascina l’Argentina in finale Mondiale

La Pulga trascina i campioni in carica alla sfida decisiva contro la Spagna: due assist del fuoriclasse argentino ribaltano il vantaggio inglese e scrivono un’altra pagina di storia. E ora la sfida generazionale con Lamine

Quaranta anni dopo Diego Maradona in Argentina-Inghilterra 2-1 gli inglesi devono fare nuovamente i conti con un N°10 con indosso la “camiseta albiceleste, solo che quel N°10 è IL fuoriclasse di 39 anni che continua a rendere semplici gesti apparentemente impossibili. Anche quando sembra muoversi a ritmo ridotto, il campione argentino dimostra di conoscere sempre la posizione giusta e il modo migliore per trattare il pallone.

E se questa volta non segna, ne ha già messi in cassaforte 8 di gol in questo Mondiale, è comunque decisivo in versione assistman: due passaggi vincenti per i due gol che ribaltano tutto. Dopo il vantaggio di Gordon su traversone dalla destra con l’ex Udinese Molina che se lo dimentica completamente è “El Diez” a prendersi l’Argentina sulle spalle. I compagni lo sanno e corrono anche per lui. Lui li ricambia con la classe di chi è il più forte giocatore della storia del calcio, ma l’intelligenza calcistica di chi non l’ha mai fatto pesare.

Primo tempo da “Cavalleria Rusticana”

Primo tempo bloccato, maschio, falloso fino all’accesso con due delle quattro nazionali più forti del mondo che producono poco o niente. Messi perfino triplicato, Kane e Bellingham chiusi da due difensori argentini duri anche più del dovuto. Lisandro Martinez sul centravanti, l’ex Juventus e Atalanta Romero che non dà tregua al N°10 del Real Madrid. Falli durissimi, un probabile rosso che non viene sventolato a Leandro Paredes con l’ex Roma e Juventus graziato dall’arbitro. Clima rovente, squadre negli spogliatoi sullo 0-0

La scintilla

A sbloccare il match è l’Inghilterra al 55°: Rogers serve un cross dalla destra che attraversa tutta l’area argentina e trova Gordon libero sul secondo palo. L’esterno inglese anticipa Molina che gioca alla “bella statuina” in area di rigore e per il neo giocatore del Barcellona è un gioco da ragazzi firmare il vantaggio.

La reazione argentina nasce ancora dai piedi di Messi

Dopo il vantaggio inglese, l’Argentina cerca immediatamente la risposta. I cambi di Scaloni sono tutti offensivi, al contrario alla lunga Tuchel si chiude in difesa arroccandosi con una retroguardia a cinque troppo statica. Un suicidio tattico annunciato per il commissario tecnico tedesco. La differenza di atteggiamento è palese: se nel primo tempo la Selecciòn aveva scodellato solo quattro traversoni nell’area di rigore dei “Tre Leoni“, nella ripresa i palloni calciati in mezzo saranno ben quindici.

Al 69’ arriva una grande occasione: Messi si allarga sulla destra e disegna un cross perfetto per Nico Gonzalez, entrato nella ripresa, che colpisce di testa trovando il miracolo di Pickford. Pochi minuti più tardi è il palo a negare il pareggio ad Alexis Mac Allister, ancora su un’iniziativa costruita dal numero 10 argentino. La squadra di Scaloni aumenta la pressione mentre l’Inghilterra arretra, cercando di difendere il risultato con una linea più prudente.

Enzo Fernandez e Lautaro completano la rimonta storica

Quando la partita sembra indirizzata verso il successo inglese, arriva il momento decisivo dell’Argentina. All’85° Messi si allarga al limite e attira su di sé due giocatori, poi vede un corridoio e serve al limite dell’area Enzo Fernandez, che controlla e lascia partire un destro preciso capace di superare Pickford, non esente da colpe nella circostanza, ma che probabilmente non ha visto partire il pallone perché coperto da un compagno. È il gol dell’1-1 che riapre completamente la semifinale.

Nel recupero arriva il colpo finale. Dopo una nuova conclusione di Mac Allister respinta dal palo, Messi recupera il pallone e inventa un altro assist perfetto: Lautaro Martinez svetta di testa e firma il sorpasso definitivo. L’Argentina vince 2-1, conquista la seconda finale mondiale consecutiva e conferma ancora una volta la leadership del suo capitano.

Per la cronaca il talento argentino del Como Nico Paz guarda ancora i compagni dalla panchina, ma il club lariano sarà così comunque rappresentato da un proprio giocatore nella finale del Mondiale.

Messi contro Yamal: la finale del futuro

La sfida decisiva sarà Argentina-Spagna, un confronto dal fascino particolare. Da una parte Messi, simbolo della generazione che ha dominato il calcio mondiale negli ultimi vent’anni. Dall’altra Lamine Yamal, talento classe 2007 considerato il volto del futuro.

Sarà anche il primo confronto diretto da avversari tra due giocatori cresciuti entrambia alla “Masìa” e che rappresentano il passato, il presente e il futuro del Barça.

E poi, poi c’è quella fotografia che ritrae un Messi ancora N°10 del Barcellona con il capello lungo che abbraccia un bambino delle giovanili, una foto che ora sa tanto di “ritorno al futuro“. Quel bambino era proprio Yamine. Basterebbe solo questo, ma poi ci si ricorda che c’è quella Coppa dorata in palio. La Coppa del Mondo che l’Argentina vuole tenersi e la Spagna vuole riconquistare: la finale di New York sarà, anche, una sfida tra passato, presente e futuro del calcio mondiale.

TABELLINO

INGHILTERRA-ARGENTINA 1-2

Marcatori: 55° Gordon (I), 85° Enzo Fernandez (A), 92° Lautaro Martinez (A)

Note: ammoniti Anderson (I), Lisandro Martinez (A), Romero (A), de Paul (A)

INGHILTERRA (4-2-3-1): Pickford; James (82′ Burn), Stones (90+6′ Toney), Guehi, Spence (90+6′ Rashford); Anderson, Rice (82′ O’Reilly); Rogers, Bellingham, Gordon (72′ Konsa); Kane. C.t.: Tuchel

ARGENTINA (4-4-2): E. Martinez; Molina (72′ Montiel), Romero, Lisandro Martinez (72′ Otamendi), Tagliafico (81′ Lautaro Martinez); Giuliano Simeone (72′ De Paul), Paredes (64′ Nico Gonzalez), Enzo Fernandez, Mac Allister; Messi, Alvarez. All. Scaloni

Arbitro: Ismail Elfath

Redazione

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