All’improvviso, il vivaio del Como sforna un ragazzo (italiano, cresciuto nella Faloppiese) in grado non solo di giocare in Champions League, ma anche di segnare. In una serata che rimarrà nella storia del calcio europeo c’è anche l’impronta di Matteo Papaccioli, lucido sotto porta a infilare il nono gol di serata. Una gioia inizialmente soffocata dalla bandierina alta del guardalinee, ma poi esplosa dopo la correzione del Var.
Il 18enne si è espresso così nel postpartita
«Non riesco ancora a credere di aver segnato al mio esordio in Champions League. Quando ho visto la palla entrare non sapevo cosa provare. L’abbraccio dei compagni è stato speciale: sono qui da poco, ma li sento già come fratelli maggiori.
Ringrazio il mister per l’opportunità, i compagni per la fiducia e i Liberali per l’assist. Dedico questo gol alla mia famiglia e alla mia ragazza, che mi sono stati vicini durante gli otto mesi lontano dal campo (ha subito un grave infortunio la scorsa primavera, ndr). Questa sera significa tantissimo per me.»



