Le apparenze ingannano. Sempre. Anche nel calcio, dove spesso i giocatori teoricamente meno motivati a vincere si trasformano negli avversari più insidiosi.
Le ultime due trasferte steccate dal Como sono state nelle tane di Udinese e Sassuolo. Pur essendo ormai rassegnate a finire nel limbo della graduatoria – salvezza sicura ed Europa lontana -, niente testa in vacanza. Anzi, hanno messo in campo grandi prestazioni cogliendo di sorpresa la squadra di Fabregas. Più fisici ed energici i friulani, più ordinati e sguscianti i neroverdi, ma il risultato è stato il medesimo: grande fatica lariana nel fare il proprio gioco. 0-0 a Udine, mentre a Reggio Emilia è arrivata la sconfitta che in trasferta mancava addirittura da dicembre. Questo tipo di formazioni magari regalano qualcosa ad avversari in lotta per salvarsi, ma se il livello si alza vogliono fare bella figura, mettersi in mostra e togliersi soddisfazioni. La classifica è secondaria. E comunque qualche stimolo lo offre sempre: il 10° posto, i 50 punti e cose del genere.
Del resto dovremmo ben sapere quant’è pericoloso un gruppo spensierato e privo di assilli. L’anno scorso quel ruolo l’abbiamo ricoperto noi. I timori di retrocedere furono scacciati con largo anticipo, ma in spogliatoio entrò l’ossessione del 10° posto: missione compiuta con ben sei vittorie consecutive! Altro che pancia piena, altro che scansarsi.
Di squadre senza stimoli di classifica ne troveremo altre: il Genoa già tra sette giorni, il Parma alla penultima. Pure Napoli e Verona – per motivi diversi – ci affronteranno senza obiettivi concreti. Ma ora abbiamo imparato la lezione: tutti proveranno a fare la pelle a quel Como di cui tanto si parla.
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