Il demone Cassandro regala parole d’amore al Catanzaro

La dedica di Tommaso ai tifosi: "Non so cosa succederà, ma sarò sempre uno di voi". Quale futuro per l'ottimo braccetto veneto?

Cassandro Catanzaro
Photo credits: pagina Facebook Tommaso Cassandro

Tra gli oltre 20 giocatori che il Como ha prestato in giro per il mondo in questa stagione, Tommaso Cassandro è stato uno di quelli che ha reso meglio. Sempre titolare e costante nel ruolo di braccetto destro, ha trovato anche tre gol e due assist aiutando il Catanzaro ad arrivare in finale playoff di Serie B.

In un post su Facebook in stile pagina di diario, il 26enne ha raccontato la propria delusione per la sconfitta all’ultimo atto contro il Monza. Era sicuro di portarli a casa, quei playoff: “Ho perso quel sogno che condividevo coi miei compagni, con la squadra, con la società, con i tifosi, con un popolo giallorosso. Fa male, fa veramente male, ancor di più dopo averlo sfiorato. Ne usciamo a testa altissima“.

Però dal difensore veneto arrivano anche parole di amore verso una piazza che l’ha accolto per due anni di fila: “Il calcio ci ha permesso di ispirare un popolo. Sono orgoglioso perché abbiamo riacceso la speranza di una città intera. Ringrazio tutti i miei splendidi compagni, mister, direttore, staff, società e presidente. MI AVETE FATTO VIVERE UNA FAVOLA. Grazie a questa città, a questa gente, a questo popolo. Mi avete fatto sentire a casa. Mi avete supportato, aiutato, accolto e apprezzato per quello che ero, con pregi e difetti, come un padre fa con il proprio figlio. Ora è tempo di guardare avanti, di continuare a sognare ad occhi aperti. Di lavorare. Di migliorare. Non so cosa succederà, ma sappiate: Sarò sempre uno di voi. Le aquile risorgeranno…” Firmato: il vostro Demone. Soprannome che evidentemente al ragazzo è stato affibbiato nel corso della permanenza in Calabria.

Le sue prestazioni lo autorizzano a sperare in una chiamata importante, da una squadra di vertice di Serie B o magari anche da qualcuno al piano di sopra. E autorizzano il Como a sperare in una remunerativa cessione a titolo definitivo: non è comune trovare un ragazzo di 26 anni in netto miglioramento e con 135 presenze in B alle spalle.

Redazione

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