Clamoroso: il Como è pronto a cambiare completamente rotta sul mercato comprando diversi italiani. Almeno dieci, forse quindici, tutti per la prima squadra. Perché questa inversione a U?
Innanzitutto perché a Mozzate ci si è resi conto che i talenti tricolori costano poco e sono forti, fortissimi. A livello tecnico, tattico, fisico, ma soprattutto mentale: la nostra scuola sta producendo campioncini a profusione. Fabregas ha capito che il quarto posto dell’anno scorso senza italiani è stato un caso irripetibile e non vuole sfidare ancora la sorte.
Ma la spinta decisiva a questo cambio di strategia l’hanno data le ultime notizie extra campo. I calciatori italiani stanno seguendo gli sviluppi federali: aria nuova, idee chiare, serietà, meritocrazia, coerenza, condivisione e sani valori. Un sistema virtuoso che secondo il Como potrebbe contagiare tutti i possibili convocabili, ora più motivati che mai a vestire l’azzurro. Nessun alibi, solo stimoli positivi. La ciliegina sulla torta è il nuovo CT, esempio di professionalità e disponibilità a fare rinunce per il bene comune. La sensazione è che qualsiasi giocatore venga convocato da un condottiero così, non possa che migliorare sviluppando attaccamento e qualità umane indispensabili ad alti livelli. E in questo clima stabile, salubre e entusiastico si vuole inserire anche il Como, riempiendo la rosa di giocatori italiani.
…ovviamente, non è vero nulla. Ci perdonerete l’ironia, ma abbiamo voluto applicare a modo nostro al Como la baraonda accaduta in questi giorni sotto il naso di Malagò e la miriade di scelte sbagliate, una dietro l’altra. I giocatori sono sempre i primi colpevoli degli insuccessi della Nazionale, sempre. Comunque il sistema che hanno attorno incide, influenza. E se l’andazzo è questo, il Como vada pure serenamente avanti per la sua strada…
Seguici su
Aggiungi calciocomo.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

