Alla vigilia della sfida tra Napoli e Como, Diego Maradona Junior ha raccontato le sue sensazioni ai microfoni de La Provincia, soffermandosi sui temi principali della partita e sulle due squadre protagoniste del confronto.
Figlio del leggendario Diego Armando Maradona, riconosciuto ufficialmente dal padre nel 2013, oggi Diego Junior porta sulle spalle un cognome dal peso enorme, ma è riuscito a trasformarlo in un legame speciale con Napoli e con il mondo del calcio. Dopo esperienze da calciatore e allenatore nelle categorie dilettantistiche campane, oggi è opinionista per Radio Kiss Kiss Napoli durante le gare degli azzurri.
Allegri-Fabregas, una sfida tra idee diverse
Parlando della partita, Maradona Junior prevede un confronto interessante tra due allenatori con filosofie differenti: Massimiliano Allegri e Cesc Fàbregas. «Sarà una gara molto interessante e credo possa regalare anche qualche sorpresa. Ho seguito tutto il precampionato del Napoli direttamente allo stadio e ho visto un Allegri diverso rispetto all’immagine che spesso viene raccontata. Ho visto una squadra capace di proporre gioco e anche di costruire dal basso».
Diego Junior ha comunque riconosciuto alcune difficoltà mostrate dal Napoli nella sfida contro il Genoa: «Chi ha visto quella partita può avere dei dubbi, soprattutto per quanto riguarda il primo tempo. Poi però la squadra ha cambiato ritmo e ha avuto una reazione importante».
Il Como e la capacità di sorprendere
Grande spazio nell’intervista è stato dedicato proprio al Como e al lavoro di Cesc Fàbregas con Maradona Junior che ha spiegato di seguire molto da vicino il percorso della formazione lariana. «Dopo il Napoli, il Como è probabilmente la squadra che seguo di più. Ho visto tantissime loro partite e penso che oggi proponga il miglior calcio in Italia».
Secondo il figlio del campione argentino, il tecnico catalano rappresenta una delle migliori realtà emergenti del panorama internazionale: «Fabregas secondo me è il miglior allenatore in questo momento. È un tecnico di livello europeo e mi piace praticamente tutto del suo modo di lavorare».
Possesso palla e aggressività: il marchio di Fabregas
Tra gli aspetti maggiormente apprezzati da Maradona Junior c’è la filosofia offensiva del Como. «Mi piace soprattutto la fase di possesso. Sono un grande sostenitore del calcio propositivo e anche io, nel mio piccolo, ho sempre cercato di portare questo tipo di idee. Poi è impressionante il modo in cui la squadra reagisce immediatamente quando perde il pallone».
Un altro elemento evidenziato riguarda il rapporto tra allenatore e calciatori: «Basta ascoltare quello che raccontano i suoi giocatori per capire quanto sia importante il modo in cui riesce a comunicare con il gruppo».
Nico Paz talento destinato al grande calcio
Tra i protagonisti più attesi del Como c’è Nico Paz, talento argentino chiamato a illuminare questa sera lo stadio “Diego Armando Maradona”. Maradona Junior non ha dubbi sulle qualità del N°10 lariano: «Baturina è un giocatore molto forte e forse ancora poco considerato, ma Paz è un’altra categoria. Ha caratteristiche da fuoriclasse ed è destinato a diventare una stella internazionale».
Napoli, la passione resta immutata
Nel corso dell’intervista si è parlato anche del rapporto tra Napoli e la sua tifoseria. Secondo Maradona Junior i due scudetti conquistati negli ultimi anni possono aver modificato soltanto in parte l’approccio della piazza. «Forse i successi recenti hanno reso l’ambiente un po’ più abituato alla vittoria, ma non credo che la passione sia diminuita. Il sentimento dei napoletani verso questa squadra resta lo stesso».
Un legame nato quando era ancora bambino: «La mia prima partita l’ho vista a quattro anni, nel 1991, accompagnato da mio nonno. In famiglia siamo sempre stati tifosi sfegatati del Napoli e non ho mai immaginato una possibilità diversa».
Il peso del cognome Maradona
Infine, Diego Junior ha parlato del significato di portare un cognome così importante nella città partenopea. «La gente mi dimostra continuamente affetto e per me è qualcosa di emozionante. Mio padre era un giocatore fuori dal normale, un vero marziano. Chi ha avuto la fortuna di vederlo giocare deve considerarsi privilegiato». Un rapporto speciale con Napoli che si intreccia anche con il ricordo del padre e con una passione tramandata nel tempo.
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