ESCLUSIVA CC – Luiso esalta il Como: “Può giocarsi lo Scudetto, Fàbregas tecnico che insegna calcio”

Il “Toro di Sora” in esclusiva racconta il progetto lariano, l’impatto di Kean e Douvikas e il paragone con il suo Vicenza arrivato in semifinale di Coppa delle Coppe

Nel calcio esiste una categoria speciale, sospesa tra emozione e statistiche: quella del “bomber di provincia”. Un’espressione che identifica quegli attaccanti capaci di diventare simboli assoluti di una piazza, trasformandosi in veri e propri idoli per i tifosi, pur senza aver necessariamente vissuto una carriera nei grandi club.

Sono giocatori che hanno lasciato un segno indelebile grazie ai gol e al rapporto creato con la propria gente. Nella storia del Como l’esempio più recente è quello di Alessandro Gabrielloni capace di segnare in tutte le categorie dalla Serie D alla Serie A con indosso la maglia biancoblu.

Ma allargando questa ricerca nel panorama italiano appartengono a questa categoria nomi come Dario Hubner, capocannoniere della massima serie con il Piacenza in coabitazione con il bomber transalpino della Juventus David Trezeguet, il compianto Igor Protti e Cristiano Lucarelli che formarono un tandem storico per il Livorno, Christian Riganò che attrreversò diverse categoria per riportare in Serie A la Fiorentina fallita, Riccardo Zampagna, Javier Ernesto Chevanton icona del Lecce, “Re” Giorgio Corona, Gionatha Spinesi, David Di Michele, Denis Godeas, unico giocatore della storia del calcio italiano ad aver segnato in ogni campionato FIGC dalla Terza Categoria fino alla Serie A, Filippo Maniero, il “CobraSandro Tovalieri, il “vinotintoMassimo Margiotta e Massimo Coda, oggi in Serie C al Catania, ma che detiene il record di miglior marcatore della storia della Serie B soffiato la scorsa stagione a Stefan Schwoch.

Il “Toro di Sora”, simbolo del Vicenza europeo

Tra questi protagonisti non può mancare Pasquale Luiso, per tutti il “Toro di Sora”. Un centravanti che ha saputo lasciare il segno soprattutto con le maglie di Piacenza e Vicenza. Con gli emiliani realizzò 16 reti in una singola stagione, mentre con i biancorossi mise insieme 41 gol complessivi, diventando uno degli uomini simbolo della squadra allenata da Francesco Guidolin.

Quel Vicenza iperbole delle “squadre di provincia” capace di raggiungere una storica semifinale di Coppa delle Coppe, vincendo l’andata al Menti e perdendo il ritorno a Stamford Bridge contro il quotato Chelsea, con Luiso protagonista assoluto: nella competizione europea realizzò 8 gol e un assist in 8 presenze, laureandosi capocannoniere del torneo. Oggi Luiso, 56 anni, continua il suo percorso nel calcio come allenatore e ha ci raccontato in esclusiva il proprio punto di vista sul Como.

Il Como non è più una squadra di provincia

Il progetto del Como sta attirando sempre più attenzione. Luiso ha analizzato la crescita del club lariano e il percorso intrapreso negli ultimi anni.

“Il Como è una realtà importantissima, una squadra straordinaria. Non possiamo più definirla una ‘squadra di provincia‘, mi viene quasi da sorridere pensando a questa etichetta. Lo scorso anno ha disputato un campionato di altissimo livello conquistando per la prima volta nella propria storia la qualificazione alla Champions League.”

L’ex attaccante ha poi sottolineato anche il lavoro svolto sul mercato: “Sono arrivati giocatori importanti, come Moise Kean, un’operazione di grande valore chiusa da Ludi. Penso anche a Liberali, un giovane con qualità enormi che in Serie B a Catanzaro aveva già dimostrato il proprio talento e che ha preferito l’approdo sul Lario rispetto al ritorno al Milan che lo aveva a sua volta cercato quest’estate.”

Kean e Douvikas: una coppia d’attacco di valore assoluto

Da un bomber come Luiso non poteva mancare un commento sul reparto offensivo del Como e in particolare sui centravanti Tasos Douvikas e Moise Kean. Luiso ha speso parole importanti per entrambi.

Douvikas nella scorsa stagione è arrivato secondo nella classifica marcatori della Serie A, un risultato straordinario. Per quanto riguarda Kean basta dire una cosa: è il centravanti della Nazionale italiana. Non serve aggiungere altro.

Champions League e il paragone con il suo Vicenza

Il debutto europeo del Como ha riportato alla mente di Luiso la grande esperienza vissuta con il Vicenza in Coppa delle Coppe.

“Io sono riuscito a vincere la classifica marcatori della Coppa delle Coppe, credo di essere stato uno dei pochi italiani a riuscirci, forse l’unico. Con il Vicenza arrivammo fino alla semifinale e fu un’emozione incredibile. Vincemmo al “Menti”, ma poi venimmo sconfitti dal Chelsea a Londra.”

L’ex bomber però traccia una differenza netta: “Quella era davvero una squadra di provincia, mentre il Como oggi va oltre questa definizione. Avete visto come ha iniziato la Champions? È stato un debutto da incorniciare. È davvero un piacere vedere questa squadra giocare a calcio.”

“Fàbregas insegna calcio”

Grande apprezzamento anche per Cesc Fàbregas, protagonista della crescita tecnica del Como. “Lo definisco con due parole: è un allenatore che insegna calcio. E questo credo basti per spiegare il suo valore.” Anche da Luiso, quindi, arriva l’ennesima investitura importante per il tecnico spagnolo, considerato dal “Toro di Sora” uno dei principali artefici della trasformazione del progetto lariano.

“Il Como può giocarsi lo Scudetto”

Secondo Pasquale Luiso, la presenza di realtà emergenti come il Como rappresenta un valore aggiunto per il campionato italiano.

“La Serie A ha bisogno di squadre come il Como, perché ha portato nuovo entusiasmo e interesse al nostro calcio. Dove può arrivare? Secondo me può giocarsi lo Scudetto già da questa stagione.” Parole che testimoniano la considerazione conquistata dai lariani anche tra gli ex protagonisti del calcio italiano.

La nuova vita da allenatore

Dopo aver chiuso la carriera da calciatore, Luiso ha scelto di restare nel mondo del pallone intraprendendo il percorso da allenatore. “Dopo il ritiro sono diventato allenatore. Non ho ancora avuto la possibilità di guidare una prima squadra in Serie C, ma ho maturato diverse esperienze in Serie D con Sora, Sulmona, Celano, Fondi, Chieti e Acerrana, ottenendo anche due salvezze importanti.”

Il suo percorso è proseguito anche con i giovani: “Ho allenato le formazioni Primavera del Vicenza e della Juve Stabia, con cui ho raggiunto la semifinale playoff. Ora aspetto una nuova opportunità. Mi piace molto lavorare con i ragazzi, allenare è la mia grande passione.” Il “Toro di Sora” continua così a vivere il calcio con la stessa energia che lo ha accompagnato nei suoi anni da bomber.

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