Un ritorno carico di ricordi, a 37 anni dalla sua avventura in maglia azzurra. Marco Simone è tornato allo stadio Sinigaglia per assistere a Como-Manchester United, seduto in tribuna d’onore con lo sguardo rivolto al campo e tanti pensieri legati al passato. Cresciuto nel settore giovanile lariano e protagonista per due stagioni in prima squadra, l’ex attaccante ha poi spiccato il volo verso il Milan, dove ha vissuto otto stagioni ricche di successi, prima delle esperienze con Paris Saint-Germain e Monaco.
Intervistato dai colleghi de La Provincia, Simone ha raccontato le ragioni della sua presenza allo stadio e la grande ammirazione per il progetto attuale. «Sono venuto perché richiamato da questo bellissimo Como. Seguo Fàbregas da tempo, sono innamorato di lui. Veramente un allenatore che lascia il segno. Posso dire? Questo Como riconcilia con il gioco del calcio. Mi ero un po’ stancato, avevo perso entusiasmo. Ma vedere giocare il Como è un piacere. Non ero lì per caso».
Fàbregas, un calcio propositivo che convince
L’ex rossonero ha promosso sia il lavoro dell’allenatore sia quello della società, sottolineando la solidità del progetto e il valore del percorso intrapreso. «Io ho giocato in un Como “sano”, dunque non mi sorprende sentire parlare di un progetto “sano” in questo contesto». Simone ha riconosciuto le difficoltà attraversate dal club negli anni successivi, ma oggi vede una realtà capace di ritrovare la propria identità, investendo anche sul settore giovanile.
Sul piano tattico, il tecnico spagnolo gli ricorda alcuni allenatori che hanno lasciato un segno nel calcio contemporaneo. «Ha quella propositività tipica di alcuni allenatori che a me piacciono tanto. Mi ricorda De Zerbi, ma anche Luis Enrique oppure il primo Guardiola».
Quattro gol allo United e gli elogi a Douvikas
Con 66 presenze nelle competizioni europee, Simone conosce bene il peso delle grandi sfide internazionali. Per questo, la prestazione del Como contro il Manchester United lo ha impressionato particolarmente. «Fare quattro gol al Manchester United non è una cosa normale. Il Manchester non è certo più quello di un tempo, però non dobbiamo neppure pensare che sia una squadretta. Ha una grande tradizione e giocatori in rosa che hanno grande esperienza e qualità. È stata una prestazione clamorosa, un piacere vedere come gioca il Como».
Parole positive anche per Douvikas e per la capacità della società di individuare giocatori capaci di emergere. Secondo Simone, il Como ha saputo muoversi con abilità sul mercato, puntando su profili che non godevano necessariamente di grande visibilità e ottenendo risposte importanti sul campo.
I ricordi azzurri e il nuovo progetto nel calcio femminile
Il ritorno al Sinigaglia ha riportato alla memoria anche gli anni della formazione lariana, quando il settore giovanile contribuiva a lanciare talenti destinati a una carriera importante. Tra i ricordi più vividi, però, Simone conserva quelli della quotidianità: «Entrando qui, magari vi deluderò, ma la cosa che mi è venuta subito in mente sono stati i viaggi in treno da Rescaldina a Saronno, poi cambio e treno fino a Como».
Oggi l’ex attaccante vive a Montecarlo ed è impegnato nel calcio femminile con il Monaco United, società fondata con l’obiettivo di costruire un progetto ambizioso. Partito dalla quinta serie, il club è riuscito a raggiungere la Serie C.
«Volevo una scintilla che si era persa nel calcio maschile, non trovavo più situazioni che si sposassero con la mia idea di fare calcio. Adesso sono felice, ho un bel progetto».
Il legame con il Como, tuttavia, è rimasto intatto. Simone segue le partite in televisione e promette di tornare al Sinigaglia: «Prima o poi mi rivedrete. Anche per ricordare che c’è stato un bel Como anche nel passato. Non dimenticatelo».

