Il momento del Como e le prospettive della sfida contro la Fiorentina sono stati al centro dell’intervento di Stefano Agresti, vicedirettore della Gazzetta dello Sport, ai microfoni del Pentasport. In vista della gara di domenica al Franchi, il giornalista ha evidenziato il periodo complicato attraversato dalla formazione lariana.
«Il Como non l’ho visto bene, ma è da un po’ che non sta benissimo», ha dichiarato Agresti, ricordando la sconfitta contro il Frosinone, le difficoltà incontrate contro la Roma prima dell’espulsione di Malen e il ko in Champions League. Una serie di risultati che, secondo il giornalista, potrebbe offrire alla Fiorentina l’opportunità di affrontare un avversario lontano dalla condizione migliore. Senza però sottovalutarlo: «Questo non significa che sarà una passeggiata».
La stanchezza europea e il rendimento di Nico Paz
Tra i fattori da considerare c’è anche il calendario fitto di impegni. Agresti ritiene che il Como possa risentire della fatica accumulata, soprattutto perché diversi giovani della rosa non sono ancora abituati a giocare ogni tre giorni.
Nel suo intervento ha citato anche Nico Paz, reduce da una prestazione sottotono contro il Feyenoord: «Questi impegni di Champions possono pesare nelle gambe, ma soprattutto nella testa». Un aspetto che potrebbe incidere sulla brillantezza della squadra nella trasferta di Firenze.
Kean assente, Douvikas favorito in attacco
Per quanto riguarda le scelte offensive, Agresti ha indicato l’assenza dell’ex di turno Moise Kean e individuato in Anastasios Douvikas il principale candidato a guidare l’attacco del Como, nonostante le condizioni non ottimali del centravanti greco e il mancato impiego dal primo minuto a Rotterdam. «Nonostante non stia benissimo e non sia partito dall’inizio a Rotterdam, è sicuramente il favorito, forse l’unica opzione», ha spiegato il giornalista.
Fiorentina, ambizioni e difficoltà da superare
Agresti ha poi analizzato la situazione della formazione viola, evidenziando le somiglianze con la stagione precedente. Anche quest’anno la Fiorentina era partita con ambizioni importanti, ma si trova ora a fare i conti con risultati e prestazioni al di sotto delle aspettative.
«È una cosa strana: la squadra è piena di volti nuovi di qualità, ma forse sono troppi», ha osservato, sottolineando le difficoltà di un gruppo profondamente rinnovato nel trovare continuità.
Mastantuono e Nico Paz, talento da gestire
In chiusura, il vicedirettore della Gazzetta dello Sport ha accostato Franco Mastantuono e Nico Paz, due giovani argentini chiamati a gestire aspettative e pressioni crescenti.
«Sono due ragazzi che devono gestire bene il talento che hanno, due campioni veri che devono crescere ancora e sopportare le pressioni esterne», ha dichiarato Agresti. E ha aggiunto: «Nessuno dei due è Messi, ma sono candidati a indossare la 10 dell’Argentina». Parole che sottolineano il potenziale dei due talenti, ma anche la necessità di concedere loro tempo per maturare e affermarsi ai massimi livelli.


