Ai Mondiali si gioca di più: le nuove regole funzionano

Replicabili anche in Serie A le idee della FIFA: tempo limitato per cambi, rinvii, rimesse dal fondo e laterali. E chi resta a terra, rientra solo dopo un minuto

In questi Mondiali per certi versi discutibili e problematici (con una prima fase in cui sostanzialmente passano tutti…), c’è anche qualcosa che funziona. Per esempio le nuove regole imposte dalla FIFA del presidente Infantino (in foto) e del capo degli arbitri Collina per ridurre le perdite di tempo. 

LE NOVITA’

Già durante la stagione abbiamo visto il “conto alla rovescia” degli arbitri quando i portieri hanno la palla in mano: massimo 8 secondi, altrimenti corner agli avversari. Ai Mondiali è stata introdotta una norma simile per le rimesse dal fondo: stessa punizione per i trasgressori, ma il conteggio parte da 5. 5 secondi anche per effettuare una rimessa laterale, se no l’arbitro accorda l’inversione. E poi la novità forse più incidente: se un giocatore rimane a terra per un contatto non sanzionato con un cartellino, viene soccorso e deve poi aspettare un minuto a bordo campo, lasciando i suoi in inferiorità numerica. Tutte queste innovazioni stanno portando risultati. 

I DATI

Impossibile averli aggiornati, visto che si gioca tutti i giorni. Comunque il tempo effettivo di gioco è aumentato nettamente. Sfioriamo i 59 minuti, contro i 54 della Serie A e i 57 della Champions. Sono diminuite sia le “piccole” perdite di tempo (i pochi secondi rubacchiati ad ogni rimessa laterale), sia le grandi perdite di tempo con giocatori che restano a terra minuti salvo poi rientrare subito in campo reattivi e scattanti. Ci viene in mente il pareggio tra Spagna e Capo Verde: con le vecchie regole probabilmente nel finale i giocatori africani sarebbero stati sempre a terra per spezzare il ritmo, che invece è scorso via fluido. Al punto che è stata proprio quella la partita col tempo effettivo più alto sinora. E comunque, anche senza sceneggiate, la nazionale capoverdiana è riuscita a pareggiare. 

Siamo più critici, onestamente, sulla pausa di tre minuti a metà di ogni tempo. Così si rischia di trasformare uno sport che da sempre ha primo e secondo tempo in un “quattro quarti”.

Da capire se le norme verranno adottate anche in Serie A e in Champions League.

Redazione

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