Visto che il Como è atteso da una stagione da leoni, chi meglio del “Leone” Andrea Ardito per commentare il momento biancoblu? Oggi lavora all’Alta Brianza, club dilettantistico di Tavernerio dove ricopre il ruolo di direttore tecnico e anche di allenatore dell’Under 14. Quasi 230 presenze lì nel mezzo con la maglia lariana, tra il 1999 e il 2015. Ecco le sue parole più significative ai microfoni de La Provincia.

CHAMPIONS

“Mi fa effetto. Aspetto con emozione, come tutti i tifosi, il sorteggio: vedere uscire dall’urna il nome del Como e scoprire a chi sarà abbinato. Sono cose che una volta si vivevano solo alla PlayStation. Adesso è realtà… A un certo punto arrivarci è sembrata una cosa naturale, ma è stato un sogno. Grazie soprattutto alla personalità che ha Fabregas. È lui l’elemento trainante di tutto. A Como c’è un bel team, Cesc gestisce tutto e le cose vengono fatte bene, in modo semplice. In un mondo dove spesso ci sono manager che con il calcio c’entrano poco… Sono convinto che il Como non farà la comparsa in Champions. Ha una maniera di fare calcio precisa, porta al limite i giocatori: non andrà in giro per l’Europa a prendere sberle. Farà il suo percorso con grande dignità, nel tentativo di passare il girone unico. Sarà una stagione da sogno per tutti. Bisogna godersela. La cosa più bella è poter continuare a sognare, perché con questa società non si sa mai fino a dove si può arrivare.”.

RINFORZI

“L’attaccante, in alternativa a Douvikas, serve di sicuro. In difesa serve un giocatore pronto, che dia punti di riferimento”. 

NICO PAZ

“Si capiva che il Real voleva riscattarlo, non era chiaro se per tenerlo o per poi rivenderlo. Sembrava esserci molta incertezza all’esterno, ma la società in un giorno ha chiuso tutto. Aveva le idee chiarissime. Si torna al discorso di fare le cose bene, programmando, avendo i contatti giusti, costruendo i rapporti nella maniera corretta. C’è stata più confusione fuori… Il ragazzo ha dimostrato maturità e intelligenza. Ha quella pazienza che in questa generazione quasi nessuno ha più. Evidentemente non è solo un campione in campo”. 

BATURINA

“Non che avessi dei dubbi, ma era un talento da scoprire. Come sempre c’è stato un periodo di ambientamento. Ma poi ha chiuso la stagione ad altissimi livelli, anche ai Mondiali. Anche lui è contento di stare a Como. Questo fa capire cos’è il Como oggi, non solo a livello italiano, ma europeo”. 

EMOZIONI

“Io ho legato un pezzo della mia vita al Como: resterà per sempre un legame speciale. All’Alta Brianza stiamo organizzando gli open day, e noi abbiamo i colori blu royal: abbiamo chiesto ai ragazzi che ancora non sono nostri tesserati di presentarsi con una maglietta blu, e ne sono arrivati tantissimi con la maglia del Como: emozionante, prima non così tanti seguivano il Como”.