Butez, Tornqvist e lo scontro fantastico

Ai Mondiali c'è Francia-Svezia: i due portieri del Como hanno sfiorato la convocazione, ma anziché in panchina saranno davanti alla tv

La parola “fantastico”, spesso abusata, può avere due significati. Uno letterale, cioè “frutto della fantasia”, e uno figurato, cioè “bellissimo”. Ecco, lo scontro di stasera tra i due portieri del Como è fantastico in entrambi i sensi, perché non avverrà e perché sarebbe stato bellissimo.

Alle 23 c’è Francia-Svezia, sedicesimi di finale dei Mondiali. E la curiosità è che potremmo definire Jean Butez il quarto portiere della Francia e Noel Törnqvist il quarto portiere della Svezia. I primi degli esclusi. I 27esimi, quando però i convocati sono 26. Gli sfortunati che stanno per salire sul bus ma non ci riescono perché pieno, che sono lì lì per passare oltre l’incidente ma vengono fermati dalla polizia, che chiamano per prenotare una camera d’albergo e scoprono che, peccato!, l’ultima è stata appena venduta a un altro. Avrebbero potuto guardarsi di sbieco tra una panchina e l’altra, invece saranno ognuno davanti alla propria tv.

ESCLUSIONE INGIUSTA?

Storie diverse. Se Butez ha potuto sperare in una convocazione è solo grazie al Como: prima di arrivare qui, disperso com’era nei meandri del calcio belga, non poteva neanche immaginarlo. Ma la grande stagione 2025-26 non è bastata: Deschamps ha preferito affiancare a Maignan la giovane promessa Risser (mai convocato prima) e l’esperto uomo-spogliatoio Samba.

IL COMO TOGLIE I MONDIALI

Törnqvist invece ha forse perso il treno mundial proprio a causa della sua scelta di venire a Como. Fino a gennaio era riconosciuto come uno dei migliori portieri svedesi, col vento in poppa dopo il trionfale campionato col Mjallby. Infatti a ottobre e novembre era stato convocato, pur senza esordire. Ma il mezzo 2026 trascorso in panchina in Italia non l’ha aiutato. Nei playoff di marzo, l’occasione: il portiere titolare era infortunato, la sua riserva pure e il CT ha dovuto affidarsi a uno tra l’esperto Nordfeldt e due ragazzi che non giocavano nei loro club: Ellborg e, appunto, Noel. L’allenatore ha scelto l’esperienza e lì si è capito che il n°12 lariano non sarebbe salito sull’aereo direzione Nordamerica.

Il Mondiale è bello, fonte di gioia per tanti popoli. Ma ad alcuni PORTA malinconia.

Redazione

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