In panchina con la prima squadra alle 20.30, in panchina con la Primavera alle 11.00 del giorno dopo. Non sarebbe nulla di speciale, se entrambe avessero giocato in casa. Invece, lì in mezzo, Riccardo Cassano ha dovuto infilarci un viaggio da Udine a Sesto Fiorentino: 360 chilometri. E, Dio volendo, anche qualche ora di sonno.
Fabregas in quest’intervista di qualche tempo fa disse: “Oggi a volte sento dire che un ragazzo della Primavera non può venire in prima squadra se ha giocato il giorno prima: io giocavo al lunedì sera nel campionato riserve, ed erano partite davvero dure, andavo a letto alla 1 e la mattina dopo dovevo allenarmi con la prima squadra. Oggi devi spingere i giovani“. Detto, fatto. Un bel ruzzone al suo giovane pupillo. Che si è goduto la sua terza panchina in Serie A, poi è salito in macchina (speriamo non gli abbiano concesso un aereo privato per questo, altrimenti ci sarebbe da gridare allo spreco e all’inquinamento), autostrada, tre orette e mezza di viaggio durante il quale ci piace immaginarlo addentando un panino con la salamella, a letto forse alla 1 e sveglia presto stamattina per rispondere all’appello dell’arbitro di Empoli-Como terminata 1-0. Perlomeno non ha guidato lui, anche perché è minorenne…
Vederlo titolare sarebbe stato eccessivo. Comunque mister Falsini una mezz’ora gliel’ha chiesta. E il baby-talento lariano, aspirante successore di Perrone, ha risposto presente, cercando di mettere intensità e qualità. Ulteriore tappa di crescita in un percorso che sta correndo veloce.
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Bravo Richi 👏❤️👏
Vai Richi❤️🔥
Dai ragazzo…spacca!!!!!!💪
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