Al giorno d’oggi i calciatori sono aziende. Sono lontani i tempi delle loro lacrime per trasferimenti indesiderati ma imposti dalle società. Questi ragazzi – giustamente, ci verrebbe da dire – giocano dove vogliono giocare.
Sarà così anche per Nico Paz. Se l’argentino avesse voluto andare via, il suo agente avrebbe chiesto al Real di esercitare la recompra, avrebbe poi iniziato a sondare il mercato, avrebbe portato sul tavolo del Real Madrid l’offerta più gradita e buonanotte (no, nessuna norma avrebbe impedito la cosa, anche se sarebbe stato necessario dare qualche spiegazione alla FIFA). Invece il giocatore voleva fare un altro anno con Fabregas. Il suo non era un “sì, rimarrei volentieri, ma vediamo chi altro mi cerca”. Era un’intenzione chiara, ferma. E Nico si è fatto sentire: quella foto postata stanotte sarà stata certamente soltanto la manifestazione pubblica di una volontà espressa privatamente svariate volte in diversi modi. Paz rimarrà al Como come desiderava: nessuna prima pagina al mondo potrà cambiare questo.
UN PUNTO FONDAMENTALE TROPPO TRASCURATO
Nel racconto mediatico di queste settimane, la volontà del giocatore è quasi sempre stata messa in secondo piano. I temi erano: cosa vuole fare il Real, che allenatore prenderà il Real, quanto chiede il Real per venderlo, quanto può offrire il Como, quanto potrebbe offrire l’Inter, fino a che quota potrebbero spingersi in Premier, eccetera. In pochi si sono soffermati su un fatto molto semplice. Il Madrid poteva sì riprendersi il giocatore, potrà farlo anche l’estate prossima, ma non potrà mai obbligarlo ad accettare un’altra destinazione. Volendo, Paz avrebbe potuto dire a Perez: “Riprendetemi pure, ma io rifiuterò qualsiasi offerta che non sia del Como”. Ok, forse è troppo, però il giochino del Madrid rischiava di essere meno facile di come veniva dipinto.
Vogliamo parlare poi degli accostamenti nerazzurri? “Se c’è una cosa che so, è che Nico non giocherà nell’Inter”. Fabregas avrebbe mai fatto una dichiarazione così netta (e l’ha fatta) senza avere i suoi riscontri? Poi, certo, si può cambiare idea. Ma non è successo. E anche stavolta la volontà del giocatore ha vinto. Grandi meriti al Como per aver fatto così tanto breccia nel cuore di un campione come Nico. E naturalmente un monumento alla proprietà, sempre pronta a sacrifici economici importanti. Per quest’anno ci siamo, poi si vedrà.
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beh, con costui in campo il Como l’abbiamo preso a sberloni , e anche forti
Valori umani non dio denaro, un grande e merita il meglio del meglio.
Era l’unica cosa che contava, e lo sapevano anche i muri! A parte quelli che non vogliono sentire!
💙💙💙💙
se firmava per i cartonati avrebbe messo fine alla sua carriera, se proprio devi lasciare il Lario, vai nella premier “Palestra docet”
Grazie Mirwan, grazie Cesc, grazie Charlie, GRAZIE NICO !! Forza Como.