Il Como ha scritto una pagina storica nel proprio percorso internazionale. L’esordio assoluto in Champions League dei lariani è stato semplicemente da incorniciare: il poker rifilato al Lipsia al “Sinigaglia” non rappresenta soltanto una vittoria prestigiosa, ma soprattutto la conferma della maturità raggiunta dalla squadra guidata da Cesc Fabregas.
Contro una formazione come quella tedesca, abituata negli ultimi anni alle sfide europee della massima competizione continentale, il Como ha impressionato per personalità, qualità del gioco e capacità di imporre il proprio ritmo dal primo all’ultimo minuto.
Il dominio dei ragazzi di Fabregas
La squadra lariana non ha vissuto la serata come un semplice debutto da celebrare, ma come una vera occasione per dimostrare di meritare il palcoscenico della Champions League. Il confronto con il Lipsia di Martin Demichelis ha evidenziato la crescita di un gruppo che ormai affronta anche le grandi sfide europee con convinzione.
Il gioco propositivo, il controllo del possesso e la capacità di creare occasioni hanno trasformato il debutto in una notte indimenticabile per il popolo comasco, protagonista di un appuntamento atteso da generazioni.
Un record che racconta la grandezza dell’impresa
Il successo contro il Lipsia permette al Como di entrare in una speciale classifica della storia della Champions League. Il poker realizzato all’esordio rende infatti i lariani la seconda squadra italiana capace di segnare più di tre reti nella prima partita assoluta nella massima competizione europea.
Davanti al Como resta soltanto la Sampdoria, protagonista di un debutto ancora più roboante nel settembre 1991. All’epoca il torneo si chiamava ancora Coppa dei Campioni e la formazione blucerchiata riuscì a superare il Rosenborg con un incredibile 5-0.
Il precedente della Sampdoria di Vialli e Mancini
Quella vittoria rappresentò l’inizio di una stagione memorabile per la Sampdoria guidata dalla coppia offensiva formata dal compianto Gianluca Vialli e dall’attuale C.t. dell’Italia Roberto Mancini. La squadra di Boskov arrivò infatti fino alla finale della competizione, disputata a Wembley contro il Barcellona.
L’epilogo fu amaro per i blucerchiati, sconfitti ai tempi supplementari per 1-0 dal gol su punizione di Ronald Koeman, ma il cammino europeo rimase una delle pagine più importanti nella storia del calcio italiano.
Como, il sogno europeo continua
Il poker al Lipsia rappresenta quindi molto più di una semplice vittoria: è il simbolo di un progetto che in pochi anni ha portato il Como dalla Serie D alla Champions League, trasformando un’ambizione in realtà.
Fabregas e i suoi ragazzi hanno iniziato l’avventura europea nel modo migliore possibile, dimostrando che il Como non vuole soltanto partecipare alla competizione, ma essere protagonista.
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