Como, Suwarso svela i segreti: “Così scegliamo i giocatori e portiamo i VIP allo stadio”

Il presidente lariano spiega il metodo tra dati, scouting e lifestyle: “Fabregas è il filtro tecnico, ma contano anche le persone”

Il progetto Como 1907 non è solo campo, ma un ecosistema che unisce visione tecnica, dati e attrattività internazionale. A spiegarlo è il presidente Mirwan Suwarso, intervistato da Cronache di Spogliatoio, che ha illustrato il metodo con cui il club lavora sul mercato e sulla costruzione dell’immagine.

Dal reclutamento dei calciatori fino alla gestione della presenza VIP allo stadio Sinigaglia, ogni dettaglio è parte di una strategia globale, in cui competenze tecniche, conoscenze umane e comunicazione giocano un ruolo fondamentale.

Lo scouting: tra numeri, contatti e coerenza tecnica

“Partiamo dai dati” afferma Suwarso. “Studiamo i giocatori, la loro personalità, il rapporto con i social media negli ultimi cinque anni e il contesto familiare. Se abbiamo contatti diretti con chi li conosce, chiediamo anche pareri personali.

Un processo meticoloso, in cui entrano in gioco anche figure chiave come Thierry Henry e Raphaël Varane, fondamentali per mappare il mercato francese e spagnolo. Tuttavia, sottolinea Suwarso “i dati aiutano, ma poi bisogna saperli tradurre in relazione allo stile di Fabregas.”

Fabregas decisivo nella selezione tecnica

Nonostante il supporto dell’analisi dati e dei network internazionali, il fulcro delle scelte tecniche resta Cesc Fabregas. “Avevamo buoni giocatori, ma non adatti al suo stile” racconta Suwarso. Per questo, il team di reclutamento lavora a stretto contatto con lo staff tecnico per identificare 3-5 profili da proporre al mister.

Una volta validati da Fabregas, quei nomi arrivano al management, che valuta la sostenibilità economica e logistica dell’operazione. È così che sono arrivati in riva al lago talenti come Douvikas e Diao, perfetti per l’identità di gioco voluta dal tecnico spagnolo.

L’effetto Como: VIP e star allo stadio

Il Como, però, non è solo calcio: è anche lifestyle. Il club ha saputo trasformare il Sinigaglia in un luogo cool, frequentato da celebrità, creando un legame tra sport, moda e spettacolo. “Se ne occupa il nostro chief brand officer, Rhuigi Villaseñor, che ha molti amici nel mondo della musica e della moda” spiega Suwarso.

Anche Dele Alli e Henry contribuiscono alla rete di contatti. L’esempio più recente è il rapper britannico AJ Tracey, presente allo stadio grazie a un invito dell’amico Dele. “Molti ci contattano dopo aver visto foto di Hugh Grant al Sinigaglia: quando organizzano una vacanza a Como, noi ci occupiamo del resto.

Una visione moderna e internazionale

Il Como si sta affermando come un club ambizioso e moderno, in cui la pianificazione tecnica si unisce a un’immagine di marca globale. Il connubio tra Fabregas e un board manageriale attento ai trend internazionali rende il progetto lariano uno dei più innovativi del panorama italiano.

Redazione

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