Dieci stranieri + Alberto Dossena. L’undici proposto sabato contro l’Atalanta era così composto. E fa effetto. Fa effetto pensando alle formazioni storiche del Como, infarcite di italiani e spesso anche di comaschi/lombardi.
Ma è normale, perché i nostri anni migliori risalgono a tanto tempo fa con l’eccezione della scalata del 2002 nella quale comunque avevamo tanti italiani. E la stranierizzazione del calcio è roba recente, è venuta insieme al sushi, al tofu e ai social network, ma ha contagiato solo parzialmente le categorie minori nelle quali abbiamo navigato fino all’anno scorso. Ora però il Como è in Serie A ed è sempre meno italiano, lo stiamo vedendo anche nel calciomercato: ad oggi sono arrivati Butez, Diao, Caqueret, Alli, dovrebbero firmare a breve Ikone e Valle, tutti stranieri. E in uscita c’è tanto tricolore: Sala, Verdi, Belotti, Audero, Baselli, Mazzitelli, oltre a Barba e Cerri già partiti.
Non possiamo averne la certezza al 100% perché bisognerebbe spulciare gli almanacchi per ore, ma possiamo dirlo: con ogni probabilità non era mai successo nella storia del Como che un solo titolare fosse italiano. Un record che farà storia. E nel prossimo futuro si potrebbe anche fare l’en-plein (usiamo un termine estero non a caso). Ma tutta la Serie A va in questa direzione. Parma, Lazio, Roma e Torino hanno proposto una formazione con 10/11 stranieri, mentre Milan, Udinese e Bologna sono addirittura arrivati a 11/11. Solo Cagliari, Monza e Fiorentina impiegano italiani per più del 50% del minutaggio totale. Il Como in questo senso è 10°, col 33% del minutaggio occupato da nostri connazionali (Torino e Udinese sono sotto al 10%), ma sicuramente scenderemo in classifica visti i nuovi acquisti. Probabilmente presto anche i “li abbiamo mangiati” postpartita di Fabregas verranno pronunciati in altri idiomi. Con buona pace di chi vorrebbe identificarsi un po’ di più coi propri beniamini.
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