Comunque vada stasera, quella del Como sarà stata una cavalcata strepitosa in Coppa Italia. Al Sinigaglia oltre al Sudtirol abbiamo sconfitto il Sassuolo, rivelatasi poi una squadra di tutto rispetto. Poi i blitz esterni di Firenze e Napoli. Infine la semifinale d’andata pareggiata contro l’Inter. Stasera sarà durissima, ma il cammino è stato notevolissimo.
In una competizione con la quale abbiamo sempre avuto rapporti tesi. Al netto della semifinale del 1986 – anche allora fu un grande percorso eliminando Juve e Verona e giocandosela alla pari con la Samp di Mancini – abbiamo sempre fatto fatica ad avanzare. In tempi recenti siamo stati eliminati al primo turno da Catanzaro, Spezia, Trapani, Catania… Non esattamente Real Madrid e Bayern Monaco. Il punto più basso forse nel 2011, quando fummo buttati fuori subito dal Prato al Sinigaglia: era il Como di Ramella. E il contrasto tra il Prato toscano e il prestigioso prato di San Siro viene facile. Sempre nel nuovo millennio ricordiamo primi turni esotici contro Montecatini, Guidonia e Matelica, fortunatamente vincenti.
Nei gloriosi anni ’80 le cose non andarono meglio: 1986 a parte, siamo praticamente sempre usciti subito. Peccato, perché piazze paragonabili alla nostra hanno raggiunto almeno una finale (Ancona, Padova, Catanzaro, SPAL) e il Vicenza ha addirittura alzato il trofeo nel ’97. Stasera, 40 anni dopo, abbiamo un’altra occasione per aggiornare l’albo d’oro.
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