Alessandro Del Piero non nasconde la sua delusione riguardo alla situazione attuale del calcio italiano. Intervistato da Sky Sport, l’ex capitano della Juventus, Campione del Mondo nel 2006 con l’Italia a Berlino sotto la guida del C.t. Marcello Lippi, ha espresso con forza la sua frustrazione. «La situazione ci provoca molte emozioni negative, come tristezza, rabbia, delusione e incredulità», ha affermato. Del Piero ha poi spiegato come ogni fallimento sia stato più difficile da affrontare del precedente: «Il primo è stato un colpo inaspettato, il secondo un vero e proprio incubo, e il terzo un episodio imbarazzante da giustificare».
La colpa: un problema collettivo
L’ex numero dieci azzurro e bianconero non si è limitato a esprimere la sua frustrazione, ma ha anche indicato i responsabili della situazione. Tuttavia, Del Piero ha chiarito che la colpa non può essere attribuita a una sola persona. «Non è questione di chi è responsabile: che si tratti di Gattuso, Buffon o Gravina, il problema è che il nostro calcio è rimasto molto indietro», ha dichiarato. Il campione ha anche sottolineato come l’Italia sia in ritardo non solo rispetto ai propri standard, ma anche rispetto ad altre nazioni, come Francia e Germania, che hanno saputo rinnovarsi.
Il ritardo del calcio Italiano
Del Piero ha poi sollevato una preoccupazione importante: la mancanza di soluzioni concrete e vicine. «Ad oggi, le risposte sembrano essere lontanissime», ha sottolineato, evidenziando un divario sempre più ampio rispetto agli altri paesi. Le sue parole mettono in evidenza la necessità di un cambiamento profondo, non solo una riorganizzazione superficiale, per ridurre questo gap e riportare l’Italia ai vertici del calcio mondiale.
Successi in altri settori sportivi
Nonostante la crisi che attraversa il calcio, Del Piero ha voluto riconoscere i successi ottenuti dall’Italia in altri sport. «Abbiamo organizzato le Olimpiadi più spettacolari di sempre, e nel tennis siamo tra i primi dieci a livello mondiale sia nel settore maschile che femminile», ha affermato. Questo dimostra che il talento italiano è vivo, ma si è concentrato in altre discipline, dove altri paesi hanno saputo costruire progetti solidi e efficaci.
La necessità di un cambiamento profondo
Per Del Piero, il calcio italiano ha bisogno di un vero cambiamento a livello di mentalità. «È necessario un approccio più ambizioso e diverso», ha dichiarato. Secondo l’ex capitano bianconero, non basta più pensare a come sopravvivere o a mantenere lo status quo: «Bisogna puntare a rappresentare qualcosa di più, non solo a tirare avanti. Il nostro obiettivo deve essere quello di ricostruire, di tornare protagonisti», ha concluso, facendo appello a chiunque abbia il potere di avviare questo cambiamento.
Del Piero e la Presidenza della FIGC
Infine, il nome di Alessandro Del Piero continua a circolare come possibile candidato alla presidenza della FIGC. Con la sua esperienza e la visione innovativa del calcio, Del Piero sarebbe una figura ideale per guidare il necessario rinnovamento del calcio italiano. Il suo eventuale arrivo alla guida della Federazione rappresenterebbe un vero e proprio taglio con il passato, una discontinuità rispetto ai dirigenti che si sono alternati alla presidenza, come Carraro, Abete, Gravina e Tavecchio, che hanno dominato la scena dal 1976 in poi alternandosi sulla solita poltrona con risultati sempre più nefasti per il movimento calcistico italiano.
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