Diao: “Mi è bastata una telefonata con Fàbregas per convincermi ad accettare il Como”

L'esterno offensivo in intervista: "Ora di Como si parla tanto anche in Spagna. Partite come quella con l'Udinese accrescono l'interesse".

Due gol in tre partite calandosi a meraviglia nella nuova realtà: Assane Diao, appena arrivato dal Betis Siviglia, è già un fattore importante per il Como. Il giovane spagnolo sembra giocare da tempo in maglia biancoblu e invece e arrivato da appena tre settimane in riva al lago. Il jolly offensivo iberico è intervenuto sulle pagine dei colleghi de La Gazzetta dello Sport per una lunga chiacchierata. Eccone un estratto:

PERCHE’ IL COMO –Ho parlato con Fabregas che mi ha spiegato il progetto e quello che aveva in mente per me e la squadra. Terminata la telefonata, non avevo più dubbi. In passato magari pochi conoscevano la squadra, ora però se ne parla anche in Spagna. Credo che chi ci ha visto giocare sia rimasto positivamente colpito dal gioco proposto. L’interesse nasce così”.

L’IMPATTO –Di certo non mi aspettavo di avere subito questo impatto: la Serie A è un campionato difficile e pensavo di trovare subito delle diffocoltà. Devo ringraziare compagni e staff tecnico se mi sono adattato subito molto bene.

GRANDI PROGETTI – “Sono arrivato in una grande squadra con grandi compagni e grandi progetti, che mi aiuterà a crescere come calciatore e uomo”

GIOCARE AL “SINIGAGLIA” – “Giocare in casa è bellissimo, si avverte tanto l’affetto dei tifosi, come dopo la sconfitta immeritata contro il Milan. E anche contro l’Udinese, soprattutto quando siamo rimasti in dieci”.

LA SERIE A E L’ITALIA –E’ un campionato intenso e molto competitivo. Nono ho ancora avuto modo di vedere molto Como, ma tutti me ne hanno parlato benissimo. L’Italia poi culturalmente è il massimo, anche dal punto di vista sportivo. Per me è un onore essere qui!

OBIETTIVI –Pensiamo partita per partita: ora affronteremo l’Atalanta, poi penseremo alle altre avversarie una per volta.

LA CONCORRENZA –Nico Paz, Fadera, Cutrone e Strefezza tutti insieme? Il club è stato chiaro, vuole crescere e quindi c’è bisogno di tutti. La concorrenza fa bene perché aiuta a crescere e a centrare gli obiettivi. Sono tutti compagni di grande qualità.

CENTRAVANTI ALLA BALOTELLI? –Sono un esterno che cerca spazi, ma se necessario mi piace stare anche più vicino all’area di rigore quindi direi che posso fare anche il centravanti. Ricordo Balotelli? Ho molto rispetto per lui, è un giocatore che ha fatto la storia, ma credo che per caratteristiche siamo molto diversi.

JOAQUIN E MANE’ –Tutti i giocatori cresciuti nel settore giovanile del Betis Siviglia non possono che avere come idolo Joaquin. Lui è la storia del Betis. Come ruolo amo tanto anche Sadio Mané, non solo perché è uno dei migliori calciatori al mondo, ma anche per quello che sta facendo per il Senegal.

IL FRATELLO GEMELLO –Usse gioca ancora nelle giovanili del Betis Siviglia, ma sono sicuro che presto ci incontreremo su un campo da calcio.

Redazione

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