Sembra fatto apposta. Sembra che gli eroi del Como che fu, negli anni ’70-’80, per andarsene abbiano aspettato che la squadra tornasse in alto. Così per i tifosi di lunga data il senso di perdita diventa forse più lieve.
Poco più di cinque mesi fa moriva Rino Marchesi, condottiero del Como forse più forte di sempre prima di questo. Stagione 85-86, nono posto in Serie A e semifinale di Coppa Italia. Tanta roba. Oggi invece a lasciare questo mondo all’età di 90 anni è Giuseppe “Pippo” Marchioro, autentico totem della nostra storia, unico a sedersi sulla panchina lariana per ben sei stagioni. Con una serie di successi invidiabile: a metà anni ’70 ci mise due stagioni per riportarci in quella Serie A che mancava da oltre un ventennio. Era l’epoca del presidente Tragni. Poi Marchioro andò via, facendo le fortune del Cesena condotto fino alla Coppa UEFA, prima di tornare sul Lario nel 1978. Como nel frattempo retrocesso in C1, ma sotto la guida di Marchioro fece un incredibile doppio salto B-A. Ben tre promozioni, dunque, oltre alla brillante salvezza in massima serie dell’annata 80-81, con oltre 200 panchine solo col Como.
Questa una sua recente intervista in cui parlava anche del club lariano.
Il post social dedicatogli dalla società:
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IL MIO MISTER,Sincere Condoglianze ai Familiari,CIAO PIPPO 🙏🙏🙏💙💙💙💯
Una di quelle persone che meritano RISPETTO