ESCLUSIVA – “Vi racconto Smolcic”, intervista a Nevio Tich

Un chiarimento sul ruolo e tante garanzie dal lato umano: il ritratto del nostro nuovo acquisto da parte del giornalista croato

E dopo l’intervista-racconto su Douvikas, vi vogliamo fare un altro regalo. Probabilmente esordirà già stasera Ivan Smolčić, duttile difensore croato arrivato l’ultimo giorno di mercato dal Rijeka, capolista del campionato locale. Cosa sappiamo di lui? Poco. Transfermarkt ci dice che è alto 1,81 m, che è cresciuto nelle giovanili fiumane, che non è particolarmente soggetto a infortuni, che segna poco e che ha un gemello che gioca nel LASK, in Austria. Ma visto che noi siamo curiosi, abbiamo contattato Nevio Tich, giornalista de La Voce del Popolo, quotidiano istriano.
Nevio, innanzitutto grazie della disponibilità. Che ci dici di Smolčić? 
“Voglio partire da un dato di fatto, da ciò che sono sicuro: avete preso un ragazzo serio, un vero professionista e una persona riconoscente. Lui è uno che s’impegna sempre, non fa storie e lotta per la maglia. Ha personalità e le potenzialità di un leader, al Rijeka era capitano a 24 anni. Semmai è forse un po’ troppo timido e silenzioso. Sapete cos’è successo qui dopo la fine del mercato?“.
No, cosa?
“Che i tifosi si sono arrabbiati per le tante cessioni e probabilmente è stata proprio quella di Smolčić a far esplodere il malcontento. Allora il presidente ha organizzato una conferenza stampa e tra le altre cose ha detto: ‘Come posso impedirgli di andare in un top campionato europeo come la Serie A? Il ragazzo è uscito dalla nostra scuola, in molti lo avevano scartato, ma ho creduto in lui e nel suo lavoro. E Ivan si è dimostrato riconoscente“.
Non abbiamo capito bene quale sia il suo ruolo migliore: terzino o centrale?
“Ha iniziato da difensore centrale nella difesa a quattro, in un 4-2-3-1, ma ultimamente al Rijeka ha giocato sempre da terzino destro. Non perché non rendesse bene, bensì perché avevano tanti centrali e nessun alternativa sulla fascia destra. Anzi, secondo me rende meglio al centro visto che sulla fascia gli manca forse un po’ la spinta, non è il classico terzino. E’ bravo di testa e tutto sommato ha un buon senso della posizione“.
Non è un po’ piccolino per fare il centrale a quattro? 1,81 m…
“Sì, il ragionamento regge, però anche un certo Franco Baresi non era altissimo ma lì in mezzo era un mostro. Ovvio che paragonare i due è quasi una bestemmia“.
Credi riuscirà ad adattarsi alla Serie A? 
“Il salto dal campionato croato è enorme, quindi mi è difficile dire se riuscirà a dimostrare appieno le sue potenzialità. Sicuramente ha notevoli qualità tecniche e con uno come Fabregas potrà crescere, migliorare e maturare. Vediamo come riuscirà a inserirsi, ma alla lunga lo farà sicuramente. Però prendo ad esempio il suo gemello, Hrvoje, difensore come lui ma mancino. Tra i due era quello che prometteva meglio. Lasciato il Rijeka per Francoforte si è però un pochino perso. Proprio per questo motivo ti dicevo che bisogna vedere l’impatto che Ivan avrà con la Serie A, vista la netta differenza tra il campionato croato e quello italiano“.
[ Photo Credits: Como 1907 ]
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