Fabregas, compleanno consapevole: “In Premier posso andarci anche tra 15 anni”

Oggi il catalano spegne 39 candeline. Intervistato dal Telegraph, lascia indizi sul suo futuro. E rivela: "Ho preso il patentino anche grazie al Covid"

Il compleanno ĆØ il giorno in cui, tra mille impegni, ti ricordi quanti anni hai. Non sarĆ  una citazione di qualche scrittore, ma ĆØ vera. Compiere gli anni consente di fare un bilancio lucido, un punto della situazione. E l’anniversario della nascita di Cesc Fabregas gioca a nostro favore, perchĆ© ĆØ l’occasione per ricordargli che ha 39 anni. Pochissimi, per un allenatore.Ā 

Guarda caso, proprio oggi esce un’intervista al tecnico del Como fattagli dai colleghi del Telegraph, quotidiano britannico, in cui il nostro soggetto ha manifestato la propria consapevolezza nel fatto di avere ancora una carriera lunghissima davanti:Ā 

La Premier League ĆØ il miglior campionato del mondo. L’ho sempre detto chiaramente. L’ho sentito da giocatore, lo sento da allenatore, da tifoso. Ma Mourinho mi disse un giorno, quando ero al Chelsea: ‘Ho ancora 30 anni di lavoro davanti a me’. Quindi, ipoteticamente, potrei restare qui [a Como] per 10 anni e potrei comunque arrivare in Premier League tra 12 o 15 anni. A me piace godermi il momento. ƈ bellissimo quello che stiamo vivendo qui. Vediamo cosa ci riserva il futuro. La bellezza di questo progetto ĆØ partire da zero per farne un giorno un club europeo”.Ā 

Parole che sanno di permanenza.

Altri aspetti interessanti? Un po’ di miele per Suwarso: “Sono davvero felice e fortunato di avere un presidente che si fida molto di me e mi ha dato la sicurezza necessaria per prendere tutte le decisioni calcistiche. Sono in un posto bellissimo con persone fantastiche che mi lasciano lavorare e si fidano di me.Ā Questo, per me, ĆØ davvero importante“. Tra queste decisioni ci sono la costruzione della palestra di Mozzate, del locale ristorante, dei campi d’allenamento e persino dell’allargamento del terreno di gioco del Sinigaglia, tutte cose su cui Fabregas rivendica il proprio ruolo.

E poi spiega una volta di più la filosofia che lo guida nel suo lavoro: “Alleno come mi sento. Amo il calcio. Se allenassi solo per ottenere risultati, non lo farei. Non ne avrei bisogno. Con l’esperienza, sono sempre più sicuro di quello che faccio“. Anche se: “Non ĆØ sempre possibile, ma mi piacerebbe sedermi per almeno 20 minuti con ogni allenatore dopo le partite. Sono quello che fa un sacco di domande a tutti. Mi piace vedere come i diversi allenatori preparano le partite, cosa analizzano degli avversari e cose del genere. Per me ĆØ fondamentale continuare a crescere“.

Infine, un piccolo retroscena che non ricordiamo di averli mai sentito dire: “Se non fosse stato per il Covid, non avrei preso la decisione di conseguire la licenza UEFA B e poi la licenza A. Il campionato francese si ĆØ fermato completamente, quindi siamo rimasti a casa per quattro mesi. HoĀ pensato: ‘Cosa farò a casa?’ Ho mia moglie, i miei figli, sono fantastici. Ma ricordo di aver parlato con tantissime persone, preparatori atletici, assistenti“. E ora eccoci qui…

Redazione

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4 mesi fa

,,tanti auguri Cesc,,!

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4 mesi fa

Grande Cesc cumasc. Augurissimi šŸ’™ 🩵 šŸ’™ 🩵 šŸ’™ 🩵 šŸ’™ 🩵 šŸ¾šŸ„‚šŸ°šŸŽ‚

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4 mesi fa

Grandeeeee Cescooo šŸ’ŖšŸ’ŖšŸ’™šŸ¤

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4 mesi fa

Dunque rimani ancora 15 anni a COMO…con la competenza e perseveranza si potrebbe vincere la Champion!

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