Fabregas e gli italiani: “Nessuno cita mai quelli che ci han portato in A”

"Nel mio primo incontro con un giocatore parlo della sua vita, non di calcio", spiega Cesc. E su Butez: "Con lui ci siamo presi un rischio, ci ha sorpreso"

cutrone e fabregas

Nella stessa stanza del Sinigaglia dove firmò il suo primo contratto col Como, stanze arredate come fossero di un hotel a cinque stelle, Cesc Fabregas ha concesso una lunga intervista al New York Times dopo la qualificazione in Champions. Questi i principali temi toccati:

GLI ESORDI DA ALLENATORE – “In Primavera avevamo tre difensori, sette centrocampisti e undici attaccanti, qualcosa del genere. Mettevo terzini due numeri 10. In prima squadra non potevo cambiare tutto subito, cosƬ modificai più la fase difensiva. Poi a gennaio Strefezza e Goldaniga ci diedero più stabilitĆ  e soluzioni. Adoro le ali, ma ho amato anche quel 4-2-2-2“.

POCHI ITALIANI – “Potrei dirvi quindici italiani che hanno contribuito a portarci in Serie A ma che nessuno cita mai“. Persino il giornalista dichiara che “forse i media locali hanno la memoria corta“.

GIOVANI SPAGNOLI – “Quando vedete il Como prendere un adolescente dal Real Madrid o dal Betis, sappiate che ĆØ opera mia e di Guindos. Quello che non capisco ĆØ quando i club comprano giocatori senza parlare con l’allenatore o senza che l’allenatore studi il giocatore e ci parli“.

PRIMI APPROCCI – “Nel mio primo incontro con un giocatore non parlo di calcio. Parlo solo della sua vita personale. Voglio capire la mentalitĆ , spiegare chi siamo, come lavoriamo. I giocatori e le famiglie sono più importanti di chiunque altro. Credo ciecamente nei miei giocatori. Se mi chiedi qual ĆØ la parte del mio lavoro che amo di più, ĆØ passare tempo con loro, soprattutto i più giovani, e cercare di migliorarli“.

BUTEZ – “I dati di Jean erano buoni ma non eccezionali. Cercavamo un portiere bravo coi piedi per il nostro stile di gioco. Ma nei video spesso non veniva pressato, oppure in Belgio si giocava più lungo. Quindi era difficile capire se avrebbe potuto fare ciò che gli avremmo chiesto qui. Abbiamo preso un rischio ed ĆØ stato straordinario. Vorrei dirvi che avevo previsto tutto, ma no. ƈ stata una sorpresa incredibile. Ha capito il nostro calcio velocemente. Noi cerchiamo sempre di dare tre o quattro soluzioni, lui trova sempre la quinta, migliore”.

CONTINUITA’ – “La scorsa stagione per la prima volta da allenatore ho avuto un anno intero senza dover cambiare tutto. E ci ha aiutato“.

CALCIO ITALIANO – “Vincere in Italia… fidatevi, la gente dice che ci sono tanti 0-0 e 1-0, ed ĆØ vero che ĆØ difficile. Guardo tantissimo calcio: Bundesliga, Liga, Premier League. Le squadre difendono in modo completamente diverso rispetto all’Italia. In Premier vedi una struttura, capisci cosa vogliono fare. Qui spesso ĆØ impossibile capire cosa stia succedendo“.

Redazione

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3 mesi fa

E chi si scorda l assist volante del fuma per golda nel 2-1 al 94 col citta…

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