“Ero andato a pressare per recuperare palla, ma quando ho visto che Cragno s’era fatto male mi sono fermato. Per me l’avrebbero fatto in tanti, anche se c’è chi mi dice di no. Per me è stato così, l’ho fatto per istinto. Era una fase delicata della gara, ma quando un collega si fa male è giusto fare così. Alla Reggiana ho riscontrato valori di questo tipo e quindi mi ci rivedo“. Il gesto di grande correttezza di Tommaso Fumagalli in Reggiana-Sudtirol ha riscontrato tanti apprezzamenti e il ragazzo è stato intervistato dalla Gazzetta dello Sport.
Una situazione che l’attaccante 26enne di proprietà del Como non vuole ingigantire: “Non mi aspettavo così tanti messaggi, non ho mica salvato vite… Evidentemente è stata una cosa insolita. Ma Joronen col Palermo domenica stava perdendo e ha ammesso di aver toccato palla, così è stato concesso al Pescara un corner che l’arbitro non aveva visto”. Ci sono però anche le simulazioni e tanti altri frangenti in cui i giocatori fanno i furbi: “Tutti cercano di portare l’acqua al proprio mulino. È quasi normale, la malizia ci sta. Penso a Bastoni: ha chiesto scusa ma adesso tutti lo mettono in croce lo stesso, ma va capito, in partita conta vincere. Non è giusto simulare, è sbagliatissimo, però noi giochiamo per vincere. La cosa migliore è stata quella che ha detto Fabregas, che ha difeso Bastoni. Mi ha scritto un ragazzo del suo staff. E altri collaboratori del club, mi ha fatto tanto piacere”.
Attenzione mediatica che arriva in una stagione difficile per il Puma: solo un gol e tre assist in B, tra Entella e Reggiana: “Mi aspettavo qualche gol in più, è vero, e questa può essere una rivincita, perché qualcuno in questi ultimi anni non mi ha capito, non sa che persona sono. Forse questo gesto ha fatto riflettere qualcuno. Adesso però spero di far parlare di me solo per i gol, anche se lo rifarei sempre”.

