Lista Champions: cosa cambia rispetto alla Serie A e i problemi per il Como

La UEFA ha le sue regole: una sfavorisce il club biancoblu, che avrà una rosa molto corta in Europa. Anche se prendesse tanti italiani...

Césc Fàbregas
Mandatory Credit: Photo by Fabrizio Andrea Bertani/Pacific Press/Shutterstock (15722516f)

Il Como in Champions League. Sembra ancora strano dirlo, eppure tra qualche mese affronteremo una sfida nuova e mai vista su questi schermi. Con un’oggettiva complicazione: avremo una rosa ristretta. Il motivo sta nelle regole sulle liste. Roba complicata, che abbiamo semplicizzato in questa grafica confrontando la situazione attuale del Como per la Serie A con quella per la Champions.

Lista Champions

Si notra subito la differenza tra gli standard della Lega italiana e quelli dell’UEFA. In campionato si può inserire in lista un numero illimitato di giocatori Under 22, senza distinzioni di nazionalità. E il Como ne ha tanti. Questo consentirebbe teoricamente (non sarà così, perché Fabregas vuole rose corte) di affrontare la Serie A con 40 giocatori: i 17 over, 4 over aggiuntivi formati in Italia – abbiamo messo Vigorito, Goldaniga, Gabrielloni e Mazzitelli a titolo esemplificativo – e tutti gli Under 22 della prima squadra e della Primavera. Addirittura questo sistema consentirebbe di trovare posto a un paio di over che quest’anno sono stati in prestito, tipo Azon e Posch. Insomma, grande abbondanza.

In Europa, il numero di giovani non è illimitato. O meglio, lo è ma solo per quelli formati nel proprio settore giovanile. Quindi tutti i vari Paz, Rodriguez, Diao, Ramon, che in Serie A non occupano spazio, in Champions vanno obbligatoriamente inseriti nella lista “gialla” non essendo cresciuti nel Como. Considerando la situazione attuale, Fabregas sarebbe costretto a tenere fuori lista non solo Azon, Posch e company, ma anche alcuni nomi importanti. Quelli che vedete su sfondo rosso, per esempio. Persino giovanissimi come Pisati, De Paoli, Lahdo e Cuenca non sarebbero utilizzabili, perché non cresciuti nel nostro vivaio.

COMPRARE ITALIANI E’ UNA SOLUZIONE?

Parzialmente sì. Ad oggi faremmo la Champions con 17 grandi giocatori, qualche ragazzino che per grazia divina gioca al Como da più anni e poi Vigorito, Goldaniga e due tra i vari Gabrielloni, Mazzitelli, Cassandro e Dossena. Slot che farebbero numero, ma aggiungerebbero poca qualità alla rosa. Va bene che Fabregas ama le rose corte, ma con 17 giocatori sarebbero difficilmente sostenibili otto partite di Champions spalmate in quattro mesi. Se invece arrivassero quattro acquisti italiani, potremmo inserirli nella zona blu scura (con tanto dispiacere per Gabri-gol) e avere 21 giocatori di livello + i giovani. Così il mister respirerebbe parecchio. Ricordiamo che la lista che si presenta a settembre non si può modificare fino a gennaio, a meno di infortuni ai portieri.

Redazione

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