Ci sentiamo di sposare appieno la scelta fatta dal Como sulle divise della stagione che sta per iniziare. Promosse, assolutamente. E non siamo gli unici, visto che le vendite procedono a razzo nonostante i prezzi non certo a buon mercato (125 euro).
In generale, ci piace la politica che la società lariana sta seguendo sulle casacche. Di base chi scrive è tradizionalista e ama le maglie senza troppi arzigogoli, però ci sta che un club in rampa di lancio come il nostro voglia di tanto in tanto osare. Il Como ha osato alla grande. La casacca della promozione sembrava più una porzione di un quadro di Monet, e pure quella dell’anno scorso attirava l’attenzione. Quella 2024-25 era anch’essa particolare coi rettangoli che ricordavano le tacche del telefonino: forse la meno bella delle tre. E forse, parere personale, la bianca era migliore della blu.
Quest’anno però la Champions porterà il Como a presentarsi nei salotti buoni del calcio europeo, nelle notti di gala della competizione più importante al mondo. E in certe occasioni ci si veste per benino: niente bizzarrie. Dopo tre anni di stravaganze, ecco allora che ci sta benissimo la scelta di tornare al classico, all’eleganza, alla semplicità. Stemma super identitario, colori non fraintendibili, design puliti: si va sul sicuro. La seconda maglia presentata ieri segue il solco della prima (escludendo il colletto, che non sarà in stile polo). Quasi in stile Wimbledon: infatti esordirà a Londra. E visto che il Como la sfoggerà spesso nelle trasferte internazionali, possiamo dire che sarà il miglior biglietto da visita.
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Bellissima ❤️❤️
Sì bellissima però la pecca è la mancanza della scritta semm cumasch, un vero peccato