Appena insediato alla guida della FIGC, Giovanni Malagò ha subito delineato le priorità del suo mandato. Eletto con il 68,58% dei consensi, il nuovo presidente ha evidenziato la necessità di intervenire in modo deciso sulle criticità strutturali del calcio italiano.
“È necessario intervenire con urgenza sulle problematiche strutturali che il sistema calcio ha ormai evidenziato in maniera evidente. In primo luogo serve maggiore coesione all’interno della federazione, poi occorre affrontare seriamente il tema tecnico-sportivo e infine ristabilire un dialogo stabile con una parte del mondo politico. Dobbiamo fornire risposte concrete e rapide, con una mentalità orientata al cambiamento e alle riforme”, ha dichiarato.
Il primo Consiglio Federale e l’avvio operativo
Il 1° luglio si terrà la prima riunione del nuovo Consiglio Federale. Malagò ha espresso soddisfazione per il consenso ottenuto, interpretandolo come un segnale importante di fiducia.
“Il risultato è molto positivo, perché superare la soglia del 60% era già significativo. Da subito entreremo nel pieno dell’attività e nella prima seduta, necessaria anche per le procedure legate ai campionati, inizieremo concretamente a lavorare”, ha spiegato.
Il tema della Nazionale e la scelta del commissario tecnico
Grande attenzione anche al futuro della Nazionale. Il presidente ha chiarito di non aver ancora avviato contatti diretti, sottolineando la delicatezza del processo decisionale.
“Non ho ancora parlato con nessuno, ma da questo momento inizieremo a valutare tutte le opzioni possibili. La mia candidatura è stata un gesto di responsabilità e anche chi guiderà la Nazionale dovrà interpretare questo ruolo con lo stesso spirito. In passato avrei potuto sostenere con più convinzione un profilo proveniente dal settore giovanile, ma oggi il contesto mediatico rende questa scelta più complessa. Nel medio periodo resta comunque un’opzione valida. Bisogna però tenere conto della sostenibilità economica: non si possono fare scelte incoerenti rispetto alle risorse disponibili”, ha aggiunto.
Giovani e Ius Soli sportivo
Spazio anche al tema dei giovani e dell’inclusione sportiva, con un riferimento al principio dello Ius Soli sportivo. “Faccio il mio in bocca al lupo alla Nazionale Under 19 impegnata agli Europei. Mi ha colpito constatare quanti atleti, anche ai massimi livelli internazionali, rappresentino Paesi diversi da quelli di nascita. Da anni sostengo lo Ius Soli sportivo come strumento di inclusione e crescita del movimento”, ha affermato.
Autonomia dello sport e necessità di riforme
Malagò ha ribadito con forza il valore dell’autonomia dello sport, pur riconoscendo la complessità del sistema attuale.
“Difenderò sempre l’autonomia dello sport e su questo sarò fermo. Tuttavia il calcio oggi è un sistema bloccato che necessita di riforme profonde, sia nelle persone sia nelle strutture. Non affronto questa sfida con timore, ma con piena consapevolezza delle responsabilità che comporta”, ha sottolineato.
Euro 2032, calcio femminile e arbitri
Infine, il presidente ha affrontato i grandi dossier internazionali e nazionali: Euro 2032, sviluppo del calcio femminile e il tema arbitrale.
“Euro 2032 è una sfida fondamentale e stiamo già dialogando con UEFA e con le istituzioni per non farci trovare impreparati. Sul calcio femminile serve un intervento sia ai vertici sia alla base, per aumentare partecipazione, qualità e infrastrutture. Per quanto riguarda gli arbitri, ritengo essenziale preservarne l’autonomia, affrontando però con attenzione le criticità dell’intero sistema”, ha concluso.
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