FABREGAS
“E’ stato davvero decisivo. Quando ti chiama una persona come Cesc, per il modo in cui comunica, per quello che vuole dalle sue squadre, per l’ambizione che ha e per ciò che sta costruendo con questo progetto partito dal basso… ti convince. Ti spiega cosa si aspetta da te e ti dà la sicurezza necessaria per fare questo passo.
POTEVA ARRIVARE GIA’ A GENNAIO…
“…ma i tempi non erano quelli giusti. Il Getafe stava attraversando un momento molto difficile e io vivevo probabilmente il mio periodo peggiore dal punto di vista mentale. Avrei voluto fare quel passo già allora, ma per fortuna le cose arrivano quando devono arrivare. Ho potuto disputare una seconda metà di stagione che per me è stata storica. Mi vengono ancora i brividi ripensando alla qualificazione in Conference League. Impensabile, ha un valore enorme”.
NOSTALGIA
“Mi mancherà il fatto di essere a casa. E la quotidianità. Ma mi hanno parlato benissimo del gruppo che troverò al Como e cercherò di contribuire affinché quell’ambiente rimanga speciale”.
IL PESO DEI SOLDI
“Sono una persona che riflette molto prima di prendere una decisione importante. A 31 anni era anche l’occasione per firmare un contratto importante. L’aspetto economico pesa. Ma quando ho parlato con altri club ho sempre detto che oltre ai soldi, io ho bisogno di sentirmi vivo dal punto di vista sportivo. Amo il calcio, adoro competere. E oggi credo di essere nel miglior momento della mia vita, sia come uomo che come calciatore. A 31 anni ho ancora un’enorme ambizione. Voglio diventare un giocatore migliore, continuare a imparare e assorbire tutto ciò che mi insegneranno il nuovo staff tecnico e i miei compagni. Servirà tempo, ma lavorerò ogni giorno per aiutare il Como a continuare il percorso di crescita che ha iniziato”.
LA CHAMPIONS
“Credo non ci sia niente di più grande. È sempre stato il mio sogno. Quando sento l’inno della Champions, mi vengono i brividi. Per questo sono convinto di aver preso la decisione giusta e sono davvero felice”.
RUOLO
“Mi ispiro a Rodri. Credo di rendere meglio quando ho il gioco davanti a me, riesco ad essere molto più lucido. Ho maggiore facilità nel far giocare la squadra in avanti, nel trovare quel primo passaggio che rompe le linee e mette in condizione gli attaccanti di creare pericoli. È una delle cose che mi piace di più fare e ho lavorato molto per migliorarla. Naturalmente cerco sempre di adattarmi. Quando gioco più avanti, il mister mi ha spesso chiesto di guidare il pressing recuperando palla vicino all’area avversaria. Con il tempo sono migliorato molto a battere i calci piazzati. Poi sarà il mister a decidere. Ho parlato molto anche con Pepe Reina, che mi ha detto meraviglie di Da Cunha”.
NICO PAZ
“L’ho sentito. Lui è di Tenerife e veniva allo stadio quando io giocavo lì. Ci conosciamo praticamente da allora. Giocatore determinante. Il fatto che il Como abbia investito circa 60 milioni di euro per acquistarlo dal Real Madrid racconta l’ambizione del club. Nico avrebbe potuto giocare praticamente in qualsiasi grande squadra europea, e invece ha scelto di continuare il suo percorso qui”.
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