Tornano ad esplodere sui social le lamentele contro l’attuale regola del fuorigioco. Stavolta l’episodio controverso è in Barcellona-Inter, ma negli scorsi mesi il concetto ha riguardato più volte anche il Como: pensiamo alla rete annullata a Da Cunha per un pezzettino di spalla in fuorigioco, ma una cosa simile era successa anche a Cutrone a Genova e in molti altri casi, a volte anche a favore nostro.
C’è un aspetto incredibile: siamo sempre ad invocare regole certe, senza interpretazioni, e poi quando c’è una regola certa e uguale per tutti ci lamentiamo. Ora tocca agli interisti, tutti a dire che “questo non è calcio”, addirittura che così “si uccide il calcio”. Quando in qualsiasi sport capitano episodi in cui dei momenti decisivi vengono segnati da un millimetro più in qua o più in là. Ma anche nel calcio le polemiche sono molto minori quando – per esempio – si tratta di una palla entrata o non entrata in porta per un ciuffo d’erba: non si capisce perché sul fuorigioco la cosa risulti così inaccettabile. Tra l’altro abbiamo sentito gli stessi discorsi anche quando è stato annullato il gol al Torino per doppio tocco di Biraghi sulla battuta del corner: anche lì c’è una regola chiara, gli arbitri puniscono giustamente chi la infrange ma per qualcuno “questo non è calcio”, non si capisce perché. Mah!
Tornando al fuorigioco, ricordiamo che è l’intelligenza artificiale a stabilire il momento dell’impatto col pallone (conta il primo contatto tra piede e pallone, non il momento in cui la palla si stacca dal piede), è l’intelligenza artificiale a tracciare la linea ed è sempre l’intelligenza artificiale a stabilire se in fuorigioco c’è solo un braccio (non punibile) o anche un pezzettino di spalla (punibile, com’è stato nel caso di Da Cunha). L’unica cosa che fanno al VAR è valutare se il fuorigioco è attivo o passivo e certificare la scelta finale comunicandola all’arbitro di campo.
Forse ci si dimentica gli errori chilometrici che si vedevano sul fuorigioco pre-VAR. Qualcuno invoca la reintroduzione del concetto di luce, ma anche in quel caso ci sarebbero situazioni in cui “c’è luce” o “non c’è luce” per un centimetro: non cambierebbe nulla.
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