Il Como tira dritto col proprio progetto all’insegna della continuità. Fabregas è in carica da quasi un triennio ed è l’allenatore di Serie A con la militanza più lunga; Ludi e la proprietà ormai hanno superato i sette anni. Tutto attorno, invece, regna il caos.
IL “GIOCO DELLE TRE CARTE” IN PANCHINA
L’Inter darà ancora fiducia a Chivu, la Roma a Gasperini e la Juventus a Spalletti. Per il resto, cambiano tutti. Conte ha salutato il Napoli e verrà incredibilmente sostituito da Allegri, nonostante il finale di stagione disastroso che ha indotto il Milan a esonerarlo. Nella sponda rossonera del Naviglio ancora non sembrano avere un nome pronto. Palladino a Bergamo non aveva fatto male, ma è stato esautorato: arriva Sarri. Il posto del tecnico toscano sulla panchina della Lazio verrà affidato a Gattuso, la cui ultima stagione soddisfacente risale a…parecchio tempo fa. Cambio di “nazionalità” per il Bologna: via Italiano, ecco Tedesco, perlomeno un nome diverso dai soliti. Svolta tecnica anche alla Fiorentina nonostante il miracolo fatto da Vanoli: favorito Grosso. Se così fosse, cambierà anche il Sassuolo, così come il Torino pronto a esonerare D’Aversa: neroverdi e granata potrebbero spartirsi i due emergenti dalla B, Abate e Aquilani. L’Udinese invece dovrebbe continuare con Runjaic, ma non sembra avere un progetto particolarmente ambizioso.
SCRIVANIE BOLLENTI
Nei ruoli dirigenziali ci si attende meno rivoluzione, ma anche qui i cambiamenti ci sono. Al Milan hanno esonerato tutti: Ds, Dt e Ad, ridando le chiavi della macchina a Ibrahimovic… Alla Fiorentina è appena arrivato Paratici, all’Atalanta è stato ufficializzato Giuntoli, la Roma dopo Ranieri ha cacciato anche Massara e potrebbe prendere D’Amico proprio dall’Atalanta. Comolli e Cherubini dovrebbero rimanere al timone della Juve, ma le tensioni con l’allenatore sembrano lì lì per tornare a galla. Nel segno della continuità, invece, l’Inter (Ausilio e Marotta), la Lazio (Fabiani) e il Bologna (Sartori).
Il Como resta dunque la società di gran lunga più rodata, considerando dirigenza e staff tecnico, visto che persino il club campione d’Italia ha un allenatore in carica da meno di un anno.
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