Giuseppe Pastore, giornalista de Il Foglio e volto noto di Cronache di Spogliatoio, è stato ospite dei colleghi de La Provincia per parlare del momento storico vissuto dal Como. Nel corso dell’intervista ha analizzato il progetto della società lariana, le prospettive europee, il lavoro di Cesc Fabregas e le ambizioni future del club.
“Il Como è una nuova speranza per tutto il calcio italiano”
Parlando dell’identità del Como, Pastore ha paragonato il percorso del club a una vera rivoluzione nel panorama nazionale.
“Se dovessi definirlo con una citazione direi che il Como rappresenta una nuova speranza. Lo è certamente per i suoi tifosi, ma anche per il calcio italiano in generale. Dietro c’è una proprietà con grandi risorse economiche, ma soprattutto una visione precisa e idee molto chiare. Il mercato dimostra una progettualità importante e sul campo hanno dimostrato che proporre un calcio coraggioso può portare risultati. Il modo in cui il club si sta inserendo nel mondo del calcio è qualcosa di innovativo.”
“In Champions può sorprendere molte squadre”
Il giornalista ha poi analizzato quello che potrebbe essere il debutto del Como nella massima competizione europea.
“Credo che il Como possa fare una buona Champions, anche perché non sarà tra le squadre più osservate e questo potrebbe permettergli di sorprendere. Bisognerà capire come verrà completata la lista UEFA, ma un calcio basato sul possesso e sulle idee può funzionare bene in Europa, dove molte squadre non pensano soltanto a difendersi.”
Pastore ha poi ricordato il percorso dell’Atalanta nella sua prima esperienza europea di alto livello.
“Può esserci qualche difficoltà iniziale, come accadde alla prima Atalanta in Champions, ma poi arrivarono grandi soddisfazioni. Contro Bayern Monaco o Barcellona il rischio di subire è normale per qualsiasi squadra italiana. Sarà comunque un’opportunità per consolidare il prestigio del club. L’unico aspetto da valutare sarà il cambio dei ritmi: più partite, trasferte, una preparazione diversa e maggiore rischio di infortuni.”
“Lo scudetto? La pressione potrebbe diventare un problema”
Secondo Pastore, il Como deve continuare a crescere senza caricarsi di aspettative eccessive.
“Forse il club può pensare in grande, ma oggi riesce a esprimersi così bene proprio perché nessuno gli impone obiettivi impossibili. Parlare di scudetto può diventare un vantaggio per le concorrenti, perché trasformerebbe ogni risultato negativo in un presunto fallimento. Mi aspetto un Como competitivo, anche se fino a dicembre potrebbe pagare il doppio impegno. Per la prossima stagione non lo vedo ancora favorito per il titolo, ma ha qualità per restare tra le prime quattro.”
“Diventerà scomodo quando lotterà davvero per il vertice”
Il giornalista ha spiegato come cambierà la percezione del Como nel momento in cui inizierà a competere stabilmente ai vertici.
“Oggi forse non dà ancora fastidio, ma quando arriverà a giocarsi qualcosa di importante lo farà. A quel punto entrerà anche nel confronto mediatico. Essere una squadra scomoda dipende dalla capacità di mettere in difficoltà chi sta davanti. Il Como comunque ha già dimostrato di saper gestire certe situazioni, come dimostrano i casi legati a Nico Paz e Chalobah: sono stati affrontati con grande tranquillità.”
“Fabregas mi ha convinto: ora è tra i migliori”
Pastore ha poi ricordato le sue iniziali perplessità sul tecnico spagnolo, spiegando come il lavoro dell’allenatore abbia cambiato la sua opinione.
“Avevo sottolineato che il Como faceva fatica a gestire le partite dopo essere passato in vantaggio, ma su questo aspetto è migliorato molto. Fabregas probabilmente non lo ammetterà mai, ma anche lui nella scorsa stagione ha imparato ad adattarsi e qualche volta ha modificato il piano gara.”
“La partita che più mi ha colpito è stata quella di Cagliari: in un campo complicato il Como non giocò la sua miglior partita, ma riuscì comunque a vincere. Quando una squadra riesce a portare a casa risultati anche senza brillare significa che possiede mentalità. Oggi Fabregas è sicuramente tra gli allenatori più interessanti.”
“La scelta degli esterni mostra una mentalità internazionale”
Sui nuovi acquisti e sulla filosofia di gioco, Pastore ha evidenziato il ruolo degli esterni nella costruzione della squadra.
“Il giocatore che conoscevo meglio era Couto e mi incuriosisce molto la scelta di puntare così tanto sugli esterni. Significa voler ampliare il campo e dare alla squadra un’identità ancora più internazionale. La Spagna ha vinto il Mondiale anche grazie a giocatori capaci di interpretare più ruoli, come Porro e Cucurella.”
“Liberali deve crescere, ma l’operazione dimostra la bontà del progetto”
Un passaggio anche sul giovane talento arrivato al Como.
“Liberali oggi lo vedo ancora un po’ acerbo per la Serie A, forse leggero fisicamente, ma ha margini importanti di crescita. Il fatto di averlo acquistato a una cifra contenuta dimostra comunque che la struttura di scouting del Como sta funzionando.”
“Il paragone giusto è la Sampdoria di Mantovani”
Pastore ha individuato un precedente storico a cui accostare il percorso del club lariano.
“Il paragone che mi viene in mente è la Sampdoria degli anni d’oro. Anche quella società aveva una storia meno rilevante prima dell’arrivo di un grande proprietario come Mantovani. Poi costruì una squadra prendendo talenti come Mancini, Vierchowod e Vialli, creando una base durata per molti anni. La grandezza futura del Como si misurerà anche dalla capacità di contendere alle grandi squadre giocatori già affermati e protagonisti della Serie A.”
“Per il quarto posto sarà una lotta apertissima”
Guardando alla prossima stagione, Pastore vede grande equilibrio nella corsa alle posizioni europee.
“Fare previsioni oggi è complicato perché molte operazioni arriveranno negli ultimi giorni di mercato. Vedo bene Inter e Juventus, soprattutto per la presenza di Spalletti. Tutte le altre mi sembrano molto vicine. Il Napoli non mi convince completamente, mentre Milan e Roma devono ancora completare la rosa con alcuni titolari. La Fiorentina ha preso tanti giocatori e potrebbe avere bisogno di tempo per trovare equilibrio.”
“Kean? Non è il profilo ideale per il calcio di Fabregas”
Infine un commento sull’ipotesi di mercato che riguarda Moise Kean.
“Non so se arriverà al Como, ma secondo me quel tipo di attaccante, molto basato sulla potenza e sulle grandi corse, non è perfetto per il calcio di Fabregas. È un giocatore che crea molto ma non è un profilo di grande tecnica. Per caratteristiche vedrei meglio un attaccante come Tresoldi del Club Brugge.”
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Spero per voi che non finisca come l’Anzhi ma che sia un progetto continuativo
io lo penso ormai da tanto.
ma l’unica cosa che i media sanno fare è addossarci la colpa dei fallimenti della nazionale perché non abbiamo italiani.
purtroppo quella di kean è una scelta non scelta.