Quattro anni di Fabregas: prima la delusione, poi il bingo

Il catalano è arrivato al Como l'1 agosto 2022. E mentre metteva le basi per una squadra da Champions, noi non ci siamo accorti di nulla

Photo credits: Como 1907

Quanto siamo miopi, a volte, noi tifosi. Quando l’1 agosto 2022 Cesc Fabregas è atterrato sul pianeta Como, eravamo tutti lì a pronosticare il suo possibile contributo al centrocampo biancoblu. Chi mai si sarebbe aspettato che, 48 mesi dopo, quella leggenda sul viale del tramonto si sarebbe trasformata in uno degli allenatori dal miglior potenziale al mondo? Per di più proprio qui, a Como! Miopia: l’incapacità di vedere lontano. Appunto…

Torniamo all’arrivo di Cesc da giocatore. Ci si divideva tra “per la Serie B è un lusso pazzesco, farà la differenza” e “sarà sempre rotto, è venuto per svernare”. Alla fine il suo ultimo anno con le scarpette ai piedi è stata una delusione. Presenze? Neanche poche, 17 (9 da titolare), ma il rendimento è stato assolutamente in linea coi vari Bellemo, Da Riva, Arrigoni e Baselli, suoi compagni di reparto. Aveva il suo n° 4 sulle spalle, ma gli mancava fame. E dirlo oggi sembra assurdo. Il suo arrivo sembrava un buon segnale: forza economica ma soprattutto progettuale. Comunque l’ex Arsenal non sembrava certo il futuro fondamento dell’edificio, ma piuttosto un orpello ornamentale di breve durata.

Anche l’anno dopo, quando è stato piazzato sulla panchina della Primavera, nessuno nemmeno immaginava il Cesc di oggi. Qualche maligno lungimirante vedeva già ombre catalane sulla testa di mister Longo. Ma la maggioranza di noi era concentrata sul “qui ed ora”.

Cosa avremmo fatto, in quell’estate 2023, se avessimo saputo che nella testa di un neo-allenatore stava nascendo silenziosamente un incredibile Como non da promozione, non da metà classifica in A, ma addirittura da Champions? Forse avremmo dato meno peso alle questioni di quei mesi: il ritiro di Mimmo Gatto (grande!), la difficile riconferma di Cerri, la tarantella per prendere Verdi e le statistiche di Mustapha.

Oggi ci godiamo al 100% quanto partorito da quel regista appannato visto quattro anni fa. Ce lo godiamo, anche se non l’avevamo proprio previsto…

Redazione

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2 Commenti
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1 mese fa

Bè da giocatore era arrivato alla fine, anche lui in un intervista lo ammise…! Come allenatore e motivatore poi tanta roba, attualmente in Italia ne vedo pochi al suo livello anche considerando un progetto di crescita personale e di squadra.

Commento da Facebook
1 mese fa

Mah, più che la poca fame, credo che ormai non gli reggessero più le gambe per giocare…
Meno male che come allenatore ha l’appetito di un tirannosauro Rex 💪🦖!!!

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