Sabatini: «Il Como sta costruendo qualcosa di speciale, può crescere ancora»

L'ex D.s. elogia il progetto lariano, promuove il lavoro di Cesc Fàbregas e analizza il possibile arrivo di Moise Kean: «È un attaccante forte, ma...»

Il Como continua a raccogliere attestati di stima da parte di figure di primo piano del calcio italiano. Tra queste c’è Walter Sabatini, storico direttore sportivo con una lunga carriera alle spalle, che ai colleghi de La Provincia ha espresso tutto il proprio apprezzamento per il percorso intrapreso dal club lariano.

«Seguo con interesse ciò che il Como sta realizzando. Mi colpisce l’armonia tra tutte le componenti della società e la capacità di rafforzare la squadra con discrezione e idee ben precise. La qualificazione in Champions League rappresenta un traguardo straordinario che valorizza non solo il club, ma anche l’intera città. Inoltre, Como occupa un posto speciale nei miei ricordi per il legame con mio fratello», ha spiegato Sabatini.

Il ricordo di Carlo Sabatini

Nel corso dell’intervista, l’ex dirigente ha ricordato anche l’esperienza del fratello Carlo sulla panchina lariana. «Nel 2015 riuscì a conquistare la promozione in Serie C dopo essere subentrato in corsa. È stata una piccola impresa costruita con qualità, determinazione e anche un pizzico di fortuna. Sono quei ricordi che rendono il mio rapporto con Como particolarmente speciale», ha raccontato.

Mercato programmato con largo anticipo

Sabatini ha poi analizzato la strategia adottata dal club sul mercato estivo, sottolineando l’importanza di avere la rosa quasi completa già nella fase iniziale della preparazione.

«Disporre dei nuovi acquisti fin dall’inizio del ritiro rappresenta sicuramente un vantaggio. Qualche giorno di anticipo o di ritardo nelle trattative incide poco, ma poter lavorare subito con gran parte dell’organico facilita il lavoro dell’allenatore, soprattutto in una stagione che vedrà la squadra impegnata anche nelle competizioni europee», ha osservato.

Alla domanda sui nuovi innesti, Sabatini ha preferito mantenere prudenza. «Non mi piace esprimere giudizi su giocatori appena arrivati. Ritengo più corretto aspettare che si inseriscano e dimostrino il loro valore sul campo. Ho piena fiducia nelle valutazioni fatte dalla società», ha aggiunto.

Il pensiero su Moise Kean

Tra gli argomenti affrontati non poteva mancare il possibile interesse del Como per Moise Kean, uno dei nomi più chiacchierati del mercato.

«Parliamo di un attaccante di grande livello. A mio avviso dovrebbe rendere il proprio gioco un po’ più fluido nel rapporto con il pallone. La sua forza e la sua aggressività sono qualità preziose nel calcio moderno, ma nel sistema di Fàbregas servono anche tempi di gioco e pulizia tecnica. Sono aspetti sui quali il tecnico saprebbe certamente lavorare», ha spiegato.

Parlando delle dinamiche del mercato, Sabatini ha invitato a non confidare troppo nelle occasioni dell’ultima ora. «Più che attendere eventuali ribassi di prezzo, conta la disponibilità dei club a trattare. Chi possiede giocatori importanti tende ad aspettare per organizzare eventuali sostituzioni. Alla fine ciò che conta davvero è raggiungere l’obiettivo prefissato», ha sottolineato.

Italiani e giovani: la strada è quella giusta

L’ex direttore sportivo ha promosso la politica del Como, sempre più orientata alla valorizzazione dei giovani talenti italiani.

«L’arrivo di Mattia Liberali è un’operazione di grande prospettiva. È un ragazzo con notevoli qualità nella costruzione del gioco e merita fiducia. Anche il lavoro che il club sta sviluppando sul settore giovanile dimostra una visione lungimirante», ha affermato.

Fàbregas simbolo del nuovo calcio

In chiusura Sabatini ha speso parole importanti anche per Cesc Fàbregas, evitando però di stilare classifiche tra gli allenatori della Serie A.

«Non amo fare graduatorie, ma credo che Fàbregas stia portando idee nuove e una mentalità moderna al nostro calcio. È questo il contributo più prezioso. Mi auguro che anche allenatori come Grosso e Aquilani possano proseguire su questa strada, perché il futuro passa attraverso tecnici capaci di trasformare le idee in gioco concreto», ha concluso.

Redazione

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