Sergi Roberto: “Vado agli allenamenti felice! Champions, possiamo farcela”

La felicità del n°8 lariano: "Non ci aspettavamo di essere quarti. E c'è anche la Coppa Italia... Pressione? I giovani la sentono meno"

Per palmares, nessun giocatore del Como regge il confronto con lui. Sergi Roberto in campo non è un giocatore-chiave, ma in questa stagione anche lui ha vissuto una crescita esponenziale per rendimento e anche per tenuta fisica.

La società ha ospitato a Mozzate un inviato di DAZN che ha intervistato proprio Sergi, il quale si è espresso così: “Siamo in una posizione molto buona. Quando sono arrivato l’anno scorso l’obiettivo era la salvezza e abbiamo fatto un’ottima stagione. Quest’anno abbiamo alzato le aspettative ma non immaginavamo di essere in zona Champions. Siamo lì, ora l’obiettivo è mantenere il quarto posto, sappiamo che è molto difficile ma siamo convinti che sia possibile, dovremo combattere fino all’ultima giornata. Per la città e il club sarebbe qualcosa di storico, magari! E abbiamo anche la Coppa Italia, che per noi è super importante“. Sergi ha isolato le vittorie sul campo della Juventus e in casa contro la Roma come quelle chiave per rendersi conto di poter ambire all’obiettivo.

La sorpresa per il rendimento vale anche per lui personalmente: “Io ho lasciato Barcellona per un progetto valido e nuovo, cercavo qualcosa di differente, nuove sfide. Ero fiducioso ma non mi aspettavo che quest’anno avremmo già lottato per la Champions. Speriamo di arrivarci o perlomeno di giocare in Europa. Abbiamo un gruppo giovane e ci basiamo sulla speranza e sulla famiglia che abbiamo creato“. E non ci sono segnali di un ritiro imminente: “Mi sveglio ogni giorno e sono felice di allenarmi, mi piace davvero stare coi compagni e in campo. Prenderò il patentino da allenatore ma vedremo, bisogna anche valutare insieme alla mia famiglia“. Con l’esempio dell’amico Fabregas davanti agli occhi: “Per me è già uno dei migliori che ho avuto e migliorerà ancora“.

La pressione si sta facendo sentire per i compagni più giovani? “A volte la senti più con l’andare degli anni, mentre i giovani possono essere meno consapevoli. Mi hanno tutti sorpreso, quello che stanno facendo è impressionante perché nessuno conosceva il campionato. Non abbiamo una base di tifosi numerosa come altri club e questo riduce la pressione“. Riguardo a Nico Paz, arriva un’altra conferma del fatto che sia un ragazzo umile coi piedi per terra che lavora molto e che pensa alla squadra prima che a sé stesso: “Può anche rimanere un anno in più, lui credo sarebbe felice e noi anche“.

Il 34enne spagnolo ha anche ricordato il suo esordio in Champions a 18 anni in semifinale contro il Real Madrid, ma anche la sua rete nello storico 6-1 contro il PSG (“ci penso tutti i giorni“). Ha anche elogiato Yildiz e – cambiando sport – il suo amico Marc Marquez.

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