Solini e Ronaldinho: “Inimmaginabile, anche se facesse solo una presenza”

L'ex difensore lariano ripensa anche al Como: "Una seconda casa. Per me la squadra può arrivare ancora più in alto. Cesc? Maniacale e attento ai rapporti"

solini
Photo credits: profilo Instagram Matteo Solini

I tifosi del Ravenna staranno sognando ad occhi aperti. Ronaldinho che firma per il club romagnolo si candida già al premio per la storia di mercato più strana dell’estate. Certamente non farà parte stabilmente della rosa, però magari una presenza… Chissà. Come vi abbiamo ricordato subito dopo l’ufficialità, da quelle parti gioca un ex lariano molto amato dai tifosi del Como: Matteo Solini. Che oggi è stato intervistato da La Provincia di Como.

La notizia ci ha colto di sorpresa“, spiega il difensore 33enne. “Sapevamo della sua amicizia con il presidente, ma non avremmo mai immaginato il tesseramento. Pensare che uno come lui possa tornare a mettersi gli scarpini… ma anche solo vederlo con la maglietta del Ravenna fa impressione. Sicuramente associare un nome così al Ravenna porterà visibilità al club e al progetto. Di preciso non sappiamo nulla e ci saranno degli annunci in questi giorni. In spogliatoio ne parliamo… Se dovesse anche solo fare un’apparizione o qualche minuto, ci sarebbe da imparare. Casualità, nei mesi scorsi parlando con i compagni dicevo che quando mi compaiono sui social i reel delle giocate di Ronaldinho mi fermo sempre a guardarli. Ora avere la possibilità di vederlo da vicino fa effetto“.

Solini si è anche concesso qualche ricordo della sua quinquennale esperienza lariana, con sguardo al futuro: “Como è una seconda casa. Ho passato anni stupendi in cui ho conosciuto ragazzi straordinari. Con alcuni ex compagni mi sento ancora… Facchin, Iovine, Gatto, che oggi sono nello staff. Ma anche Bellemo, Cerri e Gabrielloni. Con alcuni ci abbiamo scherzato su per la notizia di Ronaldinho… mi hanno scritto ‘Preparati con i passaggi filtranti a Dinho’. Fabregas? Tutti abbiamo capito subito che era un predestinato. Manicale nei dettagli e con idee credibili e moderne. Ci siamo rivisti l’anno scorso per l’amichevole col Mantova e ci siamo salutati: è sempre stato molto attento ai rapporti umani. Seguo sempre il Como, sono informato e la Champions è la ciliegina per il lavoro fatto in questi anni. Sono felice di aver contribuito anche io in questa direzione. Non sarei sorpreso se la squadra arrivasse ancora più in alto: non è facile fare meglio di così, ma con Cesc e quello che si sta creando anche come base di giocatori, i tifosi secondo me possono sognare“.

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