Svolta importante nei rapporti tra calcio italiano e vertici della FIFA. La Figc ha infatti deciso di ritirare il proprio sostegno alla candidatura di Gianni Infantino per la rielezione alla presidenza della federazione internazionale, in programma nel prossimo mese di marzo.
Una scelta maturata dopo le forti critiche emerse nei confronti del progetto “FIFA Forward Enterprise”, iniziativa che ha generato un fronte contrario all’interno del calcio mondiale e che ha contribuito a mettere in discussione una riconferma che fino a poche settimane fa sembrava praticamente scontata.
La linea condivisa con la UEFA
Dopo diverse confederazioni, con la UEFA in prima fila, anche alcune federazioni nazionali hanno iniziato a prendere le distanze dalla gestione di Infantino. Tra queste anche l’Italia, che ieri ha ufficializzato la propria posizione attraverso la Figc guidata da Giovanni Malagò.
La decisione, spiegata da via Allegri, è stata definita una scelta “in piena condivisione con la UEFA e il suo presidente”, con l’obiettivo di chiarire la posizione italiana rispetto alle iniziative legate alla governance e allo sviluppo delle competizioni internazionali.
Malagò: “Un modello basato su merito e sostenibilità”
Il presidente della Figc ha ribadito la volontà di collaborare con l’organismo europeo e con le altre federazioni continentali per difendere un modello ritenuto fondamentale per il futuro del calcio.
“Lavoreremo insieme alla UEFA e alle federazioni europee per promuovere un sistema fondato su merito, solidarietà, sostenibilità e centralità dei tifosi, principi che fino a oggi hanno permesso al calcio di crescere, innovare e allo stesso tempo preservare i propri valori fondamentali”, il concetto espresso da Malagò.
La reazione della Lega Serie A
La decisione della Figc ha però colto di sorpresa la Lega Serie A. Il presidente Ezio Simonelli ha spiegato di aver appreso la scelta senza un confronto collegiale con tutte le componenti del movimento. “Prendo atto di questa decisione, che non è della Federazione ma del suo presidente. Personalmente avrei aspettato ancora un po’ prima di arrivare a una scelta definitiva. Mi sarei aspettato un percorso condiviso e collegiale”, ha dichiarato Simonelli.
Una scelta politica e non personale
La posizione assunta da Malagò viene letta soprattutto come una scelta istituzionale e strategica. I rapporti personali tra il presidente della Figc e Infantino restano infatti positivi, anche considerando il ruolo di entrambi all’interno del Comitato Olimpico Internazionale.
La decisione nasce però da una visione diversa sul futuro della governance calcistica internazionale. In questa fase la Figc sta lavorando fianco a fianco con la UEFA anche in vista dell’organizzazione dell’Europeo 2032, rafforzando il legame con il modello promosso dall’organismo europeo.
La corsa alla presidenza FIFA entra così in una nuova fase, con Infantino chiamato a fronteggiare un fronte critico sempre più ampio.
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