Vieira racconta: “Quella volta che Cesc lanciò una pizza addosso a Ferguson…”

Il francese ex compagno di Fabregas: "Non mi sorprende che sia diventato allenatore". E sul calcio italiano: "Si rifletta sui settori giovanili"

Patrick Vieira ha parlato ai microfoni di Cronache di Spogliatoio raccontando un simpatico aneddoto riguardante Cesc Fabregas, suo ex compagno all’Arsenal.

L’aneddoto:

“Ero lì. Era la partita contro il Manchester United a Old Trafford. Le partite contro di loro per l’Arsenal sono sempre state animate, sul campo e fuori dal campo. Stavamo andando negli spogliatoi e c’era un po’ di casino. C’era una pizza che è volata ed è andata addosso a Sir Alex Ferguson, l’allenatore più importante degli ultimi 40 anni. Loro stavano cercando chi ha lanciato questa fetta di pizza a Ferguson e dopo qualche anno si è scoperto che era stato Cesc e nessuno l’aveva visto: era giovanissimo. Questo è il simbolo della partita tra due grandi società. Quando io sono arrivato in Premier l’obiettivo era fermare lo United. Loro hanno fatto un po’ fatica ad accettare che uno spagnolo e un francese andassero a vincere a casa loro. Con Cesc ci sentiamo ogni tanto. Lui arrivò giovanissimo, non era ancora pronto fisicamente ma si vedeva che capiva il calcio. Le carenze fisiche venivano compensate dall’intelligenza. Anticipava tutto prima di tutti. Quindi non sono sorpreso che faccia l’allenatore. Ha sbagliato pochissimo sui giocatori che ha portato per giocare come lui voleva giocare. Oggi gioca un bel calcio e andrà in Europa. Quello è il posto giusto per un giovane allenatore: c’è un presidente che spende soldi, giocatori bravissimi e adesso si diverte e sta facendo un gran lavoro”. 

I problemi del calcio italiano secondo Vieira:

“Non si riesce a capire come sia possibile che l’Italia abbia saltato tre Mondiali. E’ un paese di calcio, dove crescono campioni, è il DNA italiano. Baggio, Maldini… Credo che l’Italia debba riflettere bene sul funzionamento del settore giovanile. Io ho lavorato in Inghilterra sui giovani e il City non ha mai puntato a vincere il campionato under 18 o under 16, puntavano solo alla crescita individuale dei giocatori e il successo è quando qualcuno arrivava in prima squadra”. 

Redazione

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