Franco Ordine, intervenendo sulle pagine de Il Giornale, ha parlato della decisione di annullare la disputa di Milan-Como a Perth, in Australia. Dopo mesi di discussioni tra la Lega Serie A, l’AFC e la FIFA, il giornalista ha sottolineato che la scelta di trasferire la partita dall’altra parte del mondo non era realizzabile: “Ci sono sfide che non si possono vincere. La decisione di giocare Milan-Como a Perth, in Australia, con un arbitro asiatico, è stata una di queste. E ieri è arrivata la resa definitiva. Alla fine si torna alla soluzione domestica, quella regolamentare.“
Gli ostacoli che hanno impedito l’operazione
Ordine ha continuato la sua analisi, evidenziando i motivi che hanno reso impossibile portare a termine questa operazione. “Ci sono stati tre ostacoli insuperabili: il primo è stato l’arbitro asiatico, che avrebbe dovuto riferire al giudice sportivo italiano, compromettendo la regolarità del torneo. Poi c’era il rischio di ricorsi da parte dei tifosi e degli abbonati del Milan, rivolti alla Lega e ai due club. Infine, c’era il veto mai esplicito della FIFA e, sotto sotto, anche dell’UEFA, perché un simile trasloco avrebbe creato un pericoloso precedente.“
L’intervento di Gravina e la reazione di Abodi
Il giornalista ha infine commentato il ruolo delle autorità italiane nella vicenda. “L’ultimo a segnalare la grave anomalia è stato il presidente della Figc, Gabriele Gravina. Il suo monito è stato fondamentale. Alla fine, anche il ministro Abodi ha salutato la marcia indietro con una frase che riassume la vicenda: ‘C’è stata leggerezza.‘“
Con queste parole, Ordine ha fatto riferimento alla conclusione della vicenda, che ha visto il ritorno alla soluzione originaria per la partita tra Milan e Como.


