Il Como a mezzogiorno. Ma una volta giocò addirittura alle 11

Tutti i retroscena di quella strana domenica mattina contro la Torres, un evento mai più ripetutosi al Sinigaglia

C’era una volta la partita alle 11 di mattina. Un esperimento che la terza serie attuò per una stagione, nel 2014-2015, in un’estremizzazione di quello spezzatino diventato poi un’abitudine per gli appassionati di calcio. Eravamo appena passati alla Lega Pro unica dopo la parentesi Prima/Seconda Divisione e il presidente Macalli costrinse due squadre a settimana ad anticipare la colazione. Oggi, a poche ore da una corsa Champions il cui sparo iniziale avverrà poco più tardi, a mezzogiorno, la mente torna lì (la Serie A invece nel 1957 giocò una partita addirittura alle 10.30, Roma-Verona, perché in seguito l’Olimpico serviva per un evento di atletica leggera).

Torna al 18 gennaio 2015. Como-Torres. Avevamo appena salutato sportivamente a furor di popolo mister Colella, esonerato dopo tre sconfitte di fila e sostituito da Sabatini. E avevamo appena detto addio a Bruno Ballarini, storico capitano biancoblu anni ’60 morto il giorno prima. Al Sinigaglia andarono in pochi, un migliaio di spettatori. E lo spettacolo non fu dei migliori: 0-0. Ganz e Le Noci in attacco, Scapuzzi a supporto, Ambrosini in difesa e l’attuale portiere del Lecce Falcone a difendere la porta. Tante assenze ma anche tanti impacci per una squadra in crisi: a ripensarci oggi, non sembra vero che quegli stessi ragazzi abbiano conquistato pochi mesi dopo la promozione in B con dei playoff supersonici. Chi scrive ha bei ricordi di quel periodo. Seguivo la C in toto, spesso facevo dirette delle partite delle 11: era strano, ma non così male. Poi oh, sono “gusti”.

Domenica attenderemo fino allo scoccare dei dodici rintocchi, per poi tornare a giocarci la Champions punto a punto con Milan, Roma e Juventus. Un po’ diverso…

Redazione

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