Enrico Todesco il Como lo conosce bene. Classe 1960, l’ex centrocampista è stato uno dei protagonisti della squadra lariana nella seconda metà degli anni Ottanta, quando il club viveva stabilmente il palcoscenico della Serie A. Per i tifosi comaschi è ancora oggi “l’angelo biondo”, un simbolo di un’epoca importante.
Dopo il successo per 4-1 contro il Lipsia, storico debutto del Como in Champions League, Todesco ha confrontato quella squadra con quella attuale, senza nascondere il proprio entusiasmo per il nuovo progetto. Lo ha fatto dalle colonne dei colleghi de La Provincia oggi in edicola.
Ecco un estratto delle sue parole: «Del mio Como mi ricordo poco, perché ormai sono vecchio», scherza, prima di esaltare il presente: «Di questo si può parlare solo bene: della società, dell’allenatore, della squadra e anche dei tifosi».
Una notte speciale al Sinigaglia
La partita contro il Lipsia non l’ha vissuta direttamente allo stadio, ma davanti alla televisione. Il racconto ricevuto da chi era presente gli ha confermato l’importanza della serata: «Tutti quelli che conosco che sono andati allo stadio mi hanno raccontato di una serata veramente speciale. Anche vederla in tv è stato molto divertente».
Una notte che ha rappresentato il punto più alto della crescita del Como, capace di trasformare il debutto europeo in una festa per tutta la città.
Il coraggio come identità
Più del risultato, Todesco sottolinea l’atteggiamento della squadra di Césc Fàbregas. Il vero segnale positivo, secondo l’ex giocatore, è la mentalità mostrata dal gruppo: «Questa squadra affronta tutte le partite con lo stesso spirito: non ha paura, è sempre propositiva, gioca bene». Un’identità precisa che il tecnico spagnolo è riuscito a trasmettere ai suoi giocatori, anche davanti a sfide di livello internazionale.
Talento e ambizione
Todesco individua anche alcuni elementi capaci di fare la differenza: «Ha tre o quattro giocatori che fanno la differenza a tutti i livelli». Una qualità che permette al Como di affrontare la crescita del progetto con fiducia, anche se il salto in Champions League ha inevitabilmente alzato il livello della competizione.
Secondo l’ex bandiera lariana, però, la società e lo staff stanno affrontando questa nuova fase nel modo giusto: «Sembra che il club e lo staff affrontino tutto con il giusto piglio». Parole pesanti, perché arrivano da chi ha vissuto il Como in un’altra epoca e oggi riconosce nel progetto attuale gli stessi valori fondamentali: entusiasmo, organizzazione e appartenenza.
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