Le dichiarazioni di Carlalberto Ludi dopo Atalanta-Como (rileggile QUI) probabilmente non hanno ricevuto le attenzioni che meritavano. Perché per la prima volta un esponente della società ha parlato con trasparenza del sogno europeo del Como.
“L’anno scorso avevamo l’obiettivo concreto della salvezza e il sogno del decimo posto: ce l’abbiamo fatta. Ora abbiamo l’obiettivo concreto di migliorare la classifica dell’anno scorso e il sogno che è quello che citate sempre voi e noi non citiamo mai…”
Il chiaro riferimento è alla qualificazione alle coppe UEFA. Parole che formalmente non smentiscono quanto detto da Suwarso a fine agosto, quando il presidente biancoblu spiegò che l’Europa non è un obiettivo del piano industriale, anche perché se si qualificasse il Como dovrebbe poi rispettare i paletti del fair play finanziario. A molti era sembrato un bluff, anche considerando gli investimenti sul mercato, troppo alti per puntare a un semplice nono posto. Inoltre i paletti del regolamento UEFA sono severi ma tutt’altro che insormontabili (ne abbiamo parlato in quest’approfondimento).
Se Ludi avesse parlato di obiettivo Europa, avrebbe contraddetto il suo presidente. Invece ha parlato di “sogno”.
Però ha anche fatto riferimento al “sogno dell’anno scorso”, il decimo posto, che nel girone di ritorno è diventato una via di mezzo tra un obiettivo e un’ossessione per Fabregas e i giocatori. Sarà così anche quest’anno con l’ingresso nelle coppe? La proporzione suggerita dal ds è semplice: l’anno scorso l’obiettivo concreto (la salvezza) è stato raggiunto con ampio margine e l’idea è che anche l’obiettivo concreto di quest’anno (superare i 49 punti del 2024-25) si possa raggiungere senza troppi patemi.
Poi c’è il sogno, che l’anno scorso è stato raggiunto. Non crediamo che il Como si accontenterà.



Molto bene, e’ ora di fare il salto definitivo tra i grandi 💪💙